In un attimo

pag10-copia-e1428671945313Succede una mattina che sei lì, a muoverti nella tua bolla di quotidianità. La colazione, la tazza di latte, i biscotti finiti e il gatto che si struscia fra le gambe per avere la pappa. I pensieri pratici di organizzazione della giornata, la merenda negli zaini e l’appuntamento di lavoro, la bolletta che scade e la lavatrice da far partire. Succede che in un attimo la bolla scoppi, punta da un ago che si chiama destino, e non c’è più colazione, latte, biscotti, gatto e pensieri che abbiano importanza. Succede che tutto perda colore intorno a un primogenito in pigiama, che sembrava avere dimenticato la bella abitudine di provocare spaventi a raffica ai suoi più stretti congiunti. Succede che nello spazio di una telefonata la sala di casa tua si riempia di persone con la tuta arancione e la faccia gentile, il polso fermo e il sorriso sereno. Succede che queste persone gentili si prendano cura del corpo e dell’anima di chi è malato ma anche di chi è spaventato, che con voce tranquilla ti spieghino ogni passaggio per farti comprendere senza agitare, che ti consegnino con fiducia a medici e infermieri.
A quanto pare il primogenito non ha perso l’abitudine di far perdere anni di vita a sua madre. Ora sta meglio e racconta senza sosta ad amici e parenti della sua turbolenta giornata e delle mille avventure tra un prelievo e un cardiogramma. Più di tutto però ricorda la gentilezza di chi ha soccorso lui e la sua mamma spaventata. Grazie davvero quindi, a chi volontariamente mette il proprio tempo e la propria professionalità a disposizione degli altri. A chi mantiene la calma quando gli altri la perdono. A chi accoglie la fragilità altrui prendendola per mano.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Sorella

pag10-copia-e1428671945313Sono le cuscinate sul letto, le risate di pancia, gli inseguimenti sul prato. Sono le teste appoggiate, i segreti sussurrati, i capelli pettinati. Sono il colore degli occhi, lo stesso modo di stare sedute, le rabbie improvvise. Sono i giochi con le Barbie, il nascondino e i castelli di sabbia sulla spiaggia. Sono le lacrime asciugate, le parole urlate, la pizza divisa. Sono i favori, i ricatti, gli scherzi a mamma. Sono il gioco rubato, le tabelline provate, il borbottio e il punzecchiamento. Sono il tifo alla gara, l’aiuto nei compiti, la nanna nel lettone. Sono gli sguardi complici, i musi lunghi, gli abbracci improvvisi. Sono la tempesta e il sereno, il chiaro e lo scuro, lo yin e lo yang. Sono il bagno in mutande, la pipì fatta insieme, le esperienze in comune. Sono la solidarietà e la critica, la pazienza e il rimprovero, la felpa presa senza permesso.
Crescono nella stessa casa, hanno abitato la stessa pancia. Loro sono sorelle e io le osservo rapita, esclusa dal mistero di una relazione unica e magica. Loro sono sorelle e io sorrido fiera di una intimità che cresce ogni giorno di più, felice della cura che hanno l’una per l’altra, gelosa di non averla vissuta anche io.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

E tu, da cosa ti vesti?

pag10-copia-e1428671945313
“Mami, ti ricordi di domani, vero?”

No. Ovviamente, no.

Realizzare all’improvviso dell’imminenza del carnevale. Rammentare vagamente di avere firmato l’avviso della maestra, che suggeriva di preparare con materiali di recupero un vestito a tema fiaba per la festa di classe. Domandarsi se possano considerarsi materiale di recupero i venti euro trovati nel portafoglio per acquistare un vestito da Moreno dove tutto costa meno. Scoprire che il vestito prescelto non è in vendita. Disperarsi e maledire questa festa pagana. Farsi coraggio e convincersi di potercela fare. Dipingere di nero un cerchietto, modellare e incollare due grosse corna di carta d’argento sentendosi tanto Art attak. Tagliare le gambe a un carissimo paio di collant riposanti quaranta denari e avvolgerle sulle suddette corna. Prendere quello che resta delle collant e realizzare un copricapo aderente che allo stesso tempo non soffochi la figliola. Ammirare il tuo lavoro e congratularsi con la capacità di recupero, la creatività e la fantasia. Procedere con la prova costume e scoprire che Malefica è un improbabile incrocio tra Eva Kant, un rapinatore e un Teletubbies. Dire alla piccola che è perfetta. Minacciare il fratello che in confronto le sette piaghe d’Egitto sono un tour benessere in una spa.
Ed è subito carnevale.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Breve storia triste

pag10-copia-e1428671945313

Una cena con l’amica, che non vedi mai quanto vorresti ma far quadrare impegni e possibilità è più complicato del livello trentadue di tetris.

Al cinema, per vedere un film che con loro non potresti vedere mai. Con un’amica, o da sola, sprofondata nella poltroncina blu della sala buia, senza nessuno che ti chieda i pop corn jumbo o litighi per l’acqua.

Trattamento di bellezza. Una maschera sul viso intensa, idratante, nutriente e miracolosa con tempo di posa infinito che di solito tocca sciacquare dopo cinque minuti perché qualcuno suona il campanello cercando il mondano primogenito.

Un libro. Che sta sul comodino da troppo tempo a prendere polvere. Con le sue pagine appoggiate l’una sull’altra, a osservarmi ogni volta che spengo l’abat jour.

Una passeggiata in centro, senza una meta precisa, tra le vetrine illuminate e le serrande abbassate, guardando le persone intorno, avvezze a queste uscite serali più di te.

Una serata da sola, che si spalanca davanti sterminata come una prateria, misteriosa come il Chupacabra, tentatrice come il paradiso terrestre.
Rara come il passaggio di una cometa, l’eclissi solare totale, i pantaloni in saldo della tua taglia.
E tu, pregustandone le infinite possibilità, come davanti a una sontuosa e variegata scatola di cioccolatini, ti addormenti sfinita col gatto acciambellato ai tuoi piedi.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Pronta a tutto

pag10-copia-e1428671945313Una bomboletta di lacca Cielo Alto a murare un instabile chignon, che probabilmente non si scalfirà mai.
Le chiappette che sbucano come mezzelune dal body blu, i piedi nudi già neri sotto.
Le guance arrossate e il sorriso teso, le mani che si cercano e le dita che si contorcono.
Il riscaldamento e le prove, il ripasso dei passi e le raccomandazioni della allenatrice.
La trave altissima, il tappeto, le parallele e il trampolino.
Il leprotto zoppo, il pennello, le ruote, il ponte, il divaricato, la verticale, le rovesciate.
Un palazzetto gremito di giovani fanciulle coi body colorati, il trucco sugli occhi e il tifo dei genitori dalle gradinate. La musica, gli applausi e le patatine fritte del bar.
Una piccola atleta esordiente e ambiziosa, desiderosa di una medaglia e di un posto sul gradino più alto del podio. Ma lo sport, si sa, insegna che è più importante partecipare di vincere, che impegno, dedizione e costanza misurano il successo e che alla fine bisogna divertirsi. Che lealtà, spirito di squadra e sacrificio sono i veri insegnamenti.
E in barba ai principi pedagogici e alla filosofia dello sport una madre dai capelli rossi, seduta sugli spalti, osserva la speranza negli occhi di una bambina. Pensando di essere pronta a corrompere una giuria intera pur di consegnarle una medaglia.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Missing

“Ciao! Baci baci!”

pag10-copia-e1428671945313“A più tardi amore”

“Ricordati il quaderno di italiano per i compiti”

“Certo che stamattina fa freschetto, eh. Ha pure gelato”

“Ma hanno deciso qualcosa per i vestiti di carnevale delle terze?”

“Sì, il tema è la Fiaba, la piccola vuole vestirsi da Malefica. Appropriato, direi”

“Ciao”

“Buona giornata a voi”

“Barbara?”

“Barbara?!”

“Mammaaaaa”

Richiamata così, da genitori, nonni e figlia. Richiamata perché vista incamminarsi baldanzosa verso casa, dopo i saluti allo scuolabus, nella direzione opposta alla macchina parcheggiata, con a bordo la figlia mezzana e la sua vicina amica che aspettavano fiduciose un passaggio per andare a scuola. Richiamata perché stordita e distratta, dimentica di doveri e responsabilità, di due creature lasciate sul sedile posteriore. Come l’ombrello sull’autobus, il pin del bancomat, numero di telefono del fidanzato.
Mia nonna diceva che chi non fa non sbaglia.
Ma chi fa troppo, a volte dimentica.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Ginnastica mon amour

pag10-copia-e1428671945313“Mami mami che emozione, la gara si avvicina. Tremo tutta dalla felicità . Quanto manca a domenica?”

“Quattro giorni amore, ma stai tranquilla”

“Tranquilla? Ma che, scherzi? È la mia prima gara di ginnastica artistica, ti rendi conto? Il mio desiderio più grande è quello di arrivare sul podio, con la medaglia, la coppa…”

“Ahahahaha sorella scordatelo. Bisogna essere bravissime per andare sul podio e a te non viene neanche la spaccata”

“Ma?! Dico? Ti sembra questo il modo di parlare con la piccola? E l’incoraggiamento? Il sostegno? Il tifo?”

“Mother, falle pure tu quelle cose. Io dico la verità, così dopo non rimarrà delusa e non piangerà. È un gesto di coraggio e altruismo, sai?”

“Coraggio e altruismo. Dove li hai sentiti?”

“Masterchef, penultima puntata”

“Zitto tu. Io diventerò una ginnasta. Col body, le scarpette e il trucco sugli occhi. Come Carlotta Ferlito”

“Chi??”

“Carlotta Ferlito! Cento ottantacinque smalti, ottantadue medaglie, cento paia di scarpe, una olimpiade. L’ho letto sul suo libro. Lei è la mia ginnasta preferita e il mio idolo. Voglio diventare come lei”

“Ahahah tu puoi avere giusto gli smalti, e neanche tutti”

“Mamma!!! Digli qualcosa o finisce male”

“Smettila o finisce male, hai sentito?”

Carlotta Ferlito, sei avvisata.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Inquietanti scenari

pag10-copia-e1428671945313

“Ciao bambini!”

“A dopo!”

“Buona scuola!”

“Oh, ecco, via lo scuolabus si può cominciare la giornata. Cioè a correre”

“Ma…non si smette mai di correre?”

“Eh no cara! Neanche quando vai in pensione come me. Ho lavorato quarant’anni, ho cresciuto due figli e ora sono nonna a tempo pieno. Da lunedì a venerdì, dallo scuolabus dell’andata a quello del ritorno”

“Sembra impegnativo”

“Non sembra, lo è. Io li adoro, per carità. Ma quando smetti di fare la madre -che poi in realtà non smetti proprio mai- cominci a far la nonna. All’inizio sei incantata da quelle meraviglie, i figli dei tuoi figli. E poi…sempre meraviglie rimangono, ma mangiano, vanno cambiati e litigano proprio come facevano i tuoi. La differenza è che non hai più le energie di quando eri giovane”

“Beh, insomma, io neanche adesso mi sento tutte queste energie francamente”

“E tu ne hai tre di figlioli, vero cara?”

“Sì, tre”

“E allora pensa a quanti nipoti potrebbero farti!”

Appena il tempo perché le parole di questa nonna occupata passino dalle mie orecchie all’inconscio, e mi sembra di star fuori dal mio corpo e guardare la scena dall’alto. Un’esperienza extracorporea insomma, uno stato di pace e benessere nel quale puoi solo osservare, librandoti in alto senza dover fare nulla. E se questo è il mio futuro, mi sa che nel corpo non ci rientro più.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Come una danza

pag10-copia-e1428671945313Dimmi quando è successo, chè io non me ne sono accorta.
Dimmi quando è successo che sei diventata più alta di me, forse nella notte. Quando il tuo viso ha perso la morbida rotondità dell’infanzia affilandosi in quei tratti da adulta, rivelatori ormai di quanto bella sarai da grande. Quando quegli occhioni marroni hanno smesso di incantarsi davanti al mondo che ti mostravo, e si sono rivolti altrove, a un’amica, un cellulare, fuori da un finestrino. Quando le chiacchiere sono diventate silenzio, la fiducia dubbio, l’ammirazione critica. Quando ho smesso di essere concava e tu convessa, o forse io sono sempre uguale ma il tuo corpo lungo non si adatta più a stare comodo fra le mie braccia. Sarà che io, mentre ammiro quella ragazzina alta coi capelli lunghi che gioca a pallavolo sorrido pensando a una bimba ricciolina che combinava disastri. La maternità è una danza, con una precisa coreografia. Comincia con le braccia intorno al corpo a sorreggere, cullare e consolare. Poi la schiena curva ad accompagnare e risollevare i primi passi incerti. Una corsa veloce a evitare un pericolo, a chi va più veloce e chi arriva per primo. Le braccia lungo i fianchi e una mano nell’altra per attraversare una strada, per salire le scale, per entrare nel mare. Le gambe piegate per guardarsi negli occhi, le braccia allargate per tuffarsi dentro, le mani in alto per dichiararsi in arresto. E i sorrisi, le smorfie, le facce buffe e gli occhi severi. La maternità è una danza di cui imparo i passi e a volte sbaglio, inciampo, non sto a ritmo. È un passo a due con prese difficili, lanci e volteggi. Ci vuole talento, applicazione e passione.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Distanze siderali

pag10-copia-e1428671945313“Mother, dove sei? Guarda qui che bel trucco ho imparato!”

“Sono qui, in bagno, vieni pure”

“Allora, è un trucco pazzesco e…aaarghhh! O cielo che spavento! Ma cos’hai sulla faccia? Oh my god anche mia sorella?! Che paura fate”

“Ora basta con le urla che non fai ridere nessuno. È una maschera purificante, solo che è nera”

“Maschera? E allora a carnevale cosa vi mettete? Uno scafandro?”

“Guarda che fa un gran bene alla pelle e toglie tutte le impurità. Vieni che te la metto, vedrai che risultato!”

“Cosa? Mai. Ho una dignità, io”

“Sì, piena di punti neri però”

“Fatti gli affari tuoi sorella, altrimenti ti faccio una foto così conciata e la pubblico”

“Non ci provare o dico a tutti che in vacanza stavi per lavarti i denti con la crema depilatoria”

“Ma ce la fai? A parte che è stata colpa della mamma che l’ha lasciata sul lavandino, mica posso vedere tutto”

“Non è che non vedi, è che proprio non guardi tesoro mio”

“Vedi? Sei stordito”

“Zitta tu che sembri Balotelli”

“Ora basta! La pelle tira così tanto che non riesco più a parlare”

“Bah. Io davvero non vi capisco. Perdete tanto tempo a spalmare crema da tutte le parti, che tanto poi siete sempre uguali”

Non è questione di diversità. Non è nemmeno che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere. La differenza tra maschi e femmine è un’escursione termica che neanche ad agosto in Egitto dalla spiaggia all’hotel.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento