
Amo le tradizioni.
Quelle già pronte, altre da costruire crescendo.
Con la maggiore età del primogenito ne abbiamo inaugurata, in famiglia, una nuova di zecca. Un viaggio madre/figlio/a come regalo per i diciotto anni.
E così con il grande siamo andati alla scoperta di Berlino, sotto un freddo pungente. Abbiamo visitato musei, ammirato quadri, riflettuto sulle atrocità della storia passata. Ci siamo nutriti per giorni solo di kebab -ancora non eravamo vegetariani- abbiamo inseguito nella notte il suo rapper preferito per una foto.
Ci siamo portati a casa il magnete dell’orso, una leggera bronchite ma -almeno spero- tanti bei ricordi.
Con la mezzana la destinazione é stata la calda e soleggiata Valencia. Visite guidate, cattedrali, monumenti, un numero tendente a infinito di negozi second hand, passione di entrambe.
Abbiamo pasteggiato a paella e sangria, girato in bicicletta, fatto il bagno anche se era ottobre.
La piccola ha compiuto diciotto anni da poco. Anche per lei -che qui non si fanno ingiustizie, signora mia- é scattata la fatidica domanda. “Dove vuoi andare con mamma?”
All’alba delle quattro del mattino eravamo in aeroporto. Lei é partita per Malta con l’amica A., l’accompagnatrice prescelta.
Io sto tornando in treno dal lavoro, e ho accolto con maturità e grande serenità la sua decisione. I figli crescono, ed é giusto che facciano delle scelte. D’altronde, sono una madre ma resto una stimata pedagogista.
Prima di tornare a casa, passo a cambiare le serrature.