Cantami o diva

“Gutta cavat lapidem”, la goccia scava la pietra e la resistenza dei viterbesi, dicevano i latini.

Ma oggi ci frega il giusto di quel che dicevano, perché dopo anni di viaggi insieme in terre più o meno fredde ed ostili il direttore viterbese ha ceduto alla terra degli dei, la patria della mitologia e del cartone animato Pollon: la Grecia. 

Lui, con la modestia  e il rigore che lo contraddistingue, si sente già il capo, Zeus. 

Lei, stante il vizietto del Dio degli dei di sollazzarsi con le più disparate ninfette, lo ha declassato ad Apollo.

Che é sì il nome proprio del gatto dei vicini ma anche e soprattutto quello del Dio del Sole. Considerato l’indubbio talento del direttore, a portare il bel tempo per viaggi, vacanze e cammini, pare più che dignitoso. 

La stimata pedagogista ha optato per una più sobria divinità, Atena, dea della saggezza (in questo caso pedagogica, per il resto si tira a campare) 

Indecisa fino all’ultimo con Afrodite, scartata infine per umiltà  nonché per spietato esame di realtà. 

Nella terra dei miti e leggende la pedagogista si sente a casa sua, e millanta competenze linguistiche frutto dei suoi studi classici.

Peccato che in greco fosse sempre rimandata a settembre. 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Terminal mamma

Il primogenito neolaureato é partito con una ristretta selezione degli amici di sempre, a godere del meritato riposo. 

Per ricaricarsi in vista delle importanti scelte sul futuro, niente di meglio di un ritiro spirituale in quel di Corfù.

Di lui non si hanno notizie da giorni, se non per un video che lo ritrae in un delizioso ristorante in cui il piatto forte è spaccare i piatti per terra. 

La mezzana riusciamo a vederla in casa con la stessa frequenza dell’aurora boreale nelle valli del varesotto. Dopo una puntatina veloce a Venezia “c’è la biennale, mica la posso perdere”, qualche giorno a Barcellona “c’è il boat trip, mica lo posso perdere”, stamattina é ripartita per la sua Parma “c’è la mia amica, mica la posso perdere”. Tornerà e ripartirà, ché la sua estate é ancora lunga. 

D’altronde lei é cintura nera di low cost, gran visir dei flixbus, nostra signora degli ostelli economici.

La piccola -buon sangue non mente- é salita oggi su un altro flixbus per una due giorni in quel di Reggio Emilia, per salutare un’amica che farà l’anno all’estero. 

Poco prima di partire si é accorta con orrore di non possedere un mascara waterproof, ma non mi sono sentita abbastanza forte da fare domande. 

Io accompagno in stazione,recupero in aeroporto e viceversa questa squadra di globe trotter che ho messo al mondo.

O meglio, che ho messo nel mondo. 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Cum laude

Si dice sia solo un pezzo di carta.
In fondo é vero, anche se é una pergamena da incorniciare.
Quella cornice però dovrebbe poter contenere ben di più: lo scoramento in terza elementare, di fronte allo studio della mezzaluna fertile e la poesia a memoria la domenica pomeriggio. La seconda media, terra di nessuno dove nella stessa classe siedono ragazzini in calzoncini e marcantoni con la barba, e ci sono giorni in cui vorresti mimetizzarti con il muro del corridoio.
Le verifiche il primo anno del liceo, che cominci a capire quanta fatica dovrai fare e anche che non ne hai voglia, vorresti passare la giornata al campetto con gli amici e un pallone da basket.
Il professore universitario che, dopo una lunga giornata di interrogazioni, ti caccia malamente e con brutte parole ti invita a ripresentarti al prossimo appello, anche se avevi studiato così tanto.
Le volte in cui sei stato chiamato a scegliere che direzione dare al tuo futuro ed eri troppo piccolo o confuso per farlo.
Le pagine lette e sottolineate, studiate e ripetute.
Ogni pagina é stata come un piccolo passo, che ti ha portato esattamente dove sei oggi.
In una mattina di luglio che sembrava ottobre, sei stato proclamato dottore con il massimo dei voti, e dal pubblico sembravo la madre di Sinner alla vittoria di Wimbledon.
Non sempre merito e risultati coincidono, lo sappiamo.
Oggi sì, Dottore.

La tua, orgogliosissima, mamma

Pubblicato in Senza categoria | 3 commenti

17

Ciao tu,
Mia capocchia di fiammifero.
Che basta sfregarti contro una parola sbagliata, una ingiustizia o una lite per vederti prendere fuoco.
Sei così fin da piccina, ma se la reazione resta immediata, l’intensità si é di molto ridimensionata.
Tu che porti allegria, energia e luce, entrando nella vita delle persone con la stessa rincorsa dei salti sul tuo amato trampolino.
A volte cadi in piedi, altre volte con il ginocchio e il cuore da sistemare. Ma arriverà la giusta misura, te lo prometto.
Tu che alle lasagne oggi preferisci il sushi, che investi i tuoi risparmi in cipria opacizzante, mascara allungante, glitter luccicanti.
Che vivi in un’eterea nuovola di profumo, tanto che sappiamo sempre se sei stata in una stanza.
Che sei cintura nera di Skin care, slicked-back ponytail, e doppia detersione, qualsiasi cosa significhi.
Che abiti una stanza talmente sottosopra che sembra essere appena stata rapinata.
Che eri tristissima quando tua sorella é partita, ma ora cominci ad apprezzare l’uso esclusivo del bagno.
Che sei animatrice all’oratorio e, anche se ti lamenti del caldo, dei bambini e della merenda alla fine sei lì, con la coda alta e la maglietta degli animatori. A fare i compiti, giocare, consolare e sostenere. Senza neanche dover usare il megafono per richiamarli, ché conosciamo bene la potenza delle tue corde vocali.
Che anche quest’estate farai esperienze buone e virtuose per te e per gli altri, e sai quanto ne sia orgogliosa.
Un’estate senza debiti, perché l’impegno premia, e forse questa volta lo hai davvero compreso.
Tu, piccola, che mi ostino caparbiamente a chiamare così anche se le evidenze scientifiche remano contro.
Perché oggi compi diciassette anni e io non potrei essere più fiera e innamorata.
Tanti auguri, piccola.
Buon compleanno, Bianca mia.

La tua mamma

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Sorpresa!

Avevamo studiato il piano nei minimi dettagli, come due loschi agenti segreti. 

Sul posto una collaboratrice prezioso, la dolce E., una fanciulla dal viso di porcellana e grandi occhi celesti, che nella vita ha l’onore e l’onere di essere la coinquilina della mezzana in quel di Parma. 

Messaggi su whatsapp dalla settimana prima, studio dei tempi, prenotazione al ristorante, scuse da inventare. 

L’idea era di replicare la gioiosa visita a sorpresa già sperimentata qualche settimana fa.

L’assunto del teorema é il seguente: se sei fuori sede ti manca la tua famiglia.

Così nell’assolata mattina della festa della repubblica, la piccola ed io ci siamo dirette baldanzose verso la patria del prosciutto crudo e del parmigiano reggiano.

Consapevoli del bollino rosso su strade e autostrade, ma fiere della nostra 

missione. 

Mentre la nostra complice intratteneva quindi  la vittima tra le corsie di un supermercato, noi ci siamo acquattate al di fuori, con la discrezione tipica di Basil l’investigatopo. 

Quando finalmente si sono aperte le porte automatiche ed sbucata fuori la mezzana noi eravamo lì, sorridenti e sudate. 

“Ma come, ancora?” ha esclamato la creatura. 

Che non é esattamente il grido di gioia che ti aspetteresti nel rivedere i tuoi affetti più cari che si sono fatti due ore e mezza di macchina. 

Dopo un breve momento di sconcerto ha provato a recuperare, abbracciandoci e dichiarando tutta la sua gioia nel vederci. 

Una gioia che si é fatta autentica una volta accortasi delle borse della spesa accanto, colme di scorte e prelibatezze.

Perché anche i fuori sede hanno un cuore. 

Solo che é nello stomaco. 

Pubblicato in Senza categoria | 2 commenti

Ommmmmmm

In principio fu la Zumba, con l’inseparabile amica. 

Maglietta slabbrata e pantaloni della tuta, mollettone d’ordinanza sui capelli pazzi e via, a zompettare a ritmo sbirciando gli addominali dello scultoreo insegnante cubano.

Poi venne la GAG, perfido acronimo di sangue, sudore e lacrime. Gambe-addominali-glutei in compagnia della piccola, per rinforzare il legame madre figlia oltre che l’interno coscia.

Maglietta slabbrata e pantaloni della tuta, mollettone d’ordinanza sui capelli pazzi e via, a fare piegamenti con una dolce insegnante, probabilmente formata nel Terzo Reich.

Infine giunsero le amache aeree, accompagnata dalla piccola e dalla mezzana. 

Maglietta slabbrata e pantaloni della tuta, mollettone d’ordinanza sui capelli pazzi e via, ad appendersi come un salame Citterio.

Ieri é cominciato Yoga, con un’amica che tanto ha insistito per andare insieme. “Siamo due catorci, dobbiamo fare qualcosa”. 

Di mestiere architetto, per passione motivatrice.

Maglietta slabbrata e pantaloni della tuta, mollettone d’ordinanza sui capelli pazzi e via.

L’inizio é stato piacevole e rilassante, coi materassini sui prati, nella calda luce del tramonto, l’aroma del palo santo.

Poi sono arrivate le indicazioni di portare il piede destro dietro l’orecchio sinistro, le braccia al cielo tenendole dietro la schiena, le formiche e un paio di zanzare, il sole é tramontato e faceva freschetto. 

Le giunture hanno cominciato a scricchiolare e anche l’amicizia con l’architetta motivatrice, che ha riguadagnato punti solo al momento del rilassamento finale. 

Nella vita poche certezze, a parte la maglietta slabbrata, i pantaloni della tuta e il mollettone sui capelli pazzi. 

Pubblicato in Senza categoria | 4 commenti

Ommmmmmm

In principio fu la Zumba, con l’inseparabile amica. 

Maglietta slabbrata e pantaloni della tuta, mollettone d’ordinanza sui capelli pazzi e via, a zompettare a ritmo sbirciando gli addominali dello scultoreo insegnante cubano.

Poi venne la GAG, perfido acronimo di sangue, sudore e lacrime. Gambe-addominali-glutei in compagnia della piccola, per rinforzare il legame madre figlia oltre che l’interno coscia.

Maglietta slabbrata e pantaloni della tuta, mollettone d’ordinanza sui capelli pazzi e via, a fare piegamenti con una dolce insegnante, probabilmente formata nel Terzo Reich.

Infine giunsero le amache aeree, accompagnata dalla piccola e dalla mezzana. 

Maglietta slabbrata e pantaloni della tuta, mollettone d’ordinanza sui capelli pazzi e via, ad appendersi come un salame Citterio.

Ieri é cominciato Yoga, con un’amica che tanto ha insistito per andare insieme. “Siamo due catorci, dobbiamo fare qualcosa”. 

Di mestiere architetto, per passione motivatrice.

Maglietta slabbrata e pantaloni della tuta, mollettone d’ordinanza sui capelli pazzi e via.

L’inizio é stato piacevole e rilassante, coi materassini sui prati, nella calda luce del tramonto, l’aroma del palo santo.

Poi sono arrivate le indicazioni di portare il piede destro dietro l’orecchio sinistro, le braccia al cielo tenendole dietro la schiena, le formiche e un paio di zanzare, il sole é tramontato e faceva freschetto. 

Le giunture hanno cominciato a scricchiolare e anche l’amicizia con l’architetta motivatrice, che ha riguadagnato punti solo al momento del rilassamento finale. 

Nella vita poche certezze, a parte la maglietta slabbrata, i pantaloni della tuta e il mollettone sui capelli pazzi. 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Giornate incisive

La pedagogista varesina non ha mai fatto mistero di amarle molto.

Il direttore viterbese, ha sempre dichiarato di non tollerarle granché.

Ma la simpatica pedagogista ha saputo farsi strada nel cuore dell’amato con le consuete e antiche arti  femminili: il muso e il senso di colpa.

“C’é qualcosa che non va cara?” “NO!” “Tutto bene?” “CERTO, BELLISSIMA LA TAPPA DA DICIASSETTE CHILOMETRI, ADORO”

Il direttore, detto anche Nostro Signore Degli Anelli (da dieci chilometri  almeno) ha quindi prenotato un romantico fine settimana per due nella profondità del cantone Vallese.

Destinazione, le terme più grandi d’Europa.

I due sono partiti di buon ora, lei felice come una bambina a Natale, lui come Voldemort nell’ultimo episodio della saga di Harry Potter, quello in cui muore.

E proprio come una bambina baldanzosa e saltellante, la pedagogista é arrivata zampettante e con un sorriso da un orecchio all’altro a un passo dall’ingresso dell’agognato centro termale. 

Il passo che l’ha fatta scivolare su un maledetto gradino svizzero e atterrare di faccia sul selciato. 

Subito soccorsa dall’amato, che non sapeva se ridere per la caduta o piangere per l’eventuale conto di un medico elvetico, la tumefatta pedagogista ha constatato di essersi rotta un pezzo di incisivo, scardinata un ginocchio ed avere metà faccia simile a quella di Tyson dopo un incontro andato male. 

Non c’è dubbio, io e il Karma dobbiamo parlare. 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

La profezia

Lo aveva preannunciato giorni fa.

“Sabato succederà qualcosa mamma, non posso dirti cosa, vedrai”.

Era partita una discreta indagine con qualche blanda domanda. 

“É legale?” “Sì”

“Io lo farei?” “No”

“Mi piacerà?” “senza ombra di dubbio”

Ho persino girato la domanda a chat gpt, che ha ventilato la possibilità che mia figlia stesse per intraprendere la carriera di pornostar. 

L’ultima volta che aveva preannunciato qualcosa di epocale dopo la maturità, avevo favoleggiato di lavori trovati, progetti di volontariato all’estero, iscrizione a prestigiosi corsi di studio: si era fatta il piercing al capezzolo.

Appurato che la distanza tra le mie speranze e le sue idee é quantomeno siderale, questa volta ho volutamente tenuto bassa l’asticella delle aspettative augurandomi quantomeno di non dover trovare un buon avvocato. 

Oggi pomeriggio é quindi giunta la videochiamata di una mezzana sorridente e garrula, che ha allargato l’inquadratura fino a mostrare il braccio sinistro avvolto nella pellicola come due etti di prosciutto.

L’involucro nascondeva il  pregiato disegno di un fiore, tatuato sulla pelle, con uno stile familiare. 

Il disegno é opera di sua nonna, oltre che mia madre, che evidentemente mi nasconde un curriculum di tatuatrice e piercer,,o chissà che altro. 

D’altronde, anche la nonna é una figlia mezzana e sarà questo a rinforzare il sodalizio fra le due. 

Io, nel frattempo, vado un attimo a sdraiarmi. 

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Natale ad Aprile

Ore nove e poco più di una qualunque mattina scolastica 

“Drinn drinn!”

“Pronto, piccola?”

“Mammaaaaaaa”

“Piccola, che succede? Perché mi chiami da scuola”

(in sottofondo cori da stadio)

“Pe pe pe pepepe! Pe pe pepepe!”

“Come?”

“Brigitte Bardot- bardot”

“Allora, cosa succede?”

“Siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi!!!”

“Ma siete impazziti tutti?”

“Mamma, ma che impazziti! Oggi é natale, capodanno e festa nazionale! Ehi, aspettatemi per il trenino…dicevo: una notizia I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-E! É scoppiato un tubo, ci stanno evacuando e si va casaaaaaa! Mi vieni a prendere?”

Questa mattina la piccola doveva sostenere la temutissima interrogazione di filosofia, la cui preparazione ha sottratto tempo prezioso alla sua primaria attività di make up artist.

Quando torna devo controllare nello zaino, in caso ci fossero martelli e chiavi inglesi. 

Pubblicato in Senza categoria | 1 commento