La seconda legge di Boggio

Nelle infinite leggi della fisica che regolano il nostro universo, ce n’è una preposta agli equilibri familiari.

La legge in questione enuncia che, stante la presenza di figli in numero maggiore di uno, ogni creatura creerà preoccupazioni, problemi e fatiche al genitore alternandosi rigorosamente con gli altri fratelli e sorelle.

Questo nella teoria.

Nella pratica, succede che un figlio, specie se adolescente, decida di esercitare il suo scopo primario nella vita.

Lo scopo è chiaramente combinare disastri, sfinire l’adulto, manifestare opposizione, sfinire l’adulto, adottare condotte rischiose, sfinire l’adulto, costeggiare il labile confine tra legale e illegale.

E, non so se l’ho detto, sfinire l’adulto.

L’accortezza, in presenza di più figli simultaneamente adolescenti, è che questo accada un figlio alla volta.

Genitore, perdi il sonno per una situazione scolastica disastrosa? Pattugli il quartiere perché non è ancora tornato a casa? Ascolti per ore drammi sentimentali e amicali come se ti fregasse qualcosa dei tradimenti al parchetto?

Ecco, mentre ti struggi, ti interroghi, soppesi l’educazione che gli hai impartito negli anni, ti chiedi se quegli omogeneizzati che gli davi per fare prima non fossero imbottiti di sostanze psicotrope, gli altri figli se ne staranno buoni buoni, acquattati, in silenzio.

Carini e coccolosi, come i pinguini di Madagascar.

Quasi gentili, talvolta, impietositi davanti alle adulte fatiche.

Ma non appena la situazione col figlio degenere si sarà stabilizzata, eccoli. Pronti, col numerino in mano come al banco gastronomia dell’ Esselunga.

Ansiosi di riprendersi la dovuta attenzione.

È così, avanti, in un moto perpetuo che sembra non avere mai fine.

E cosi, mentre cala la dopamina nei loro cervelli adolescenti, sale prepotente il bisogno di Mojito in quelli, stremati, dei genitori.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Respira

La maglietta quest’anno è arancione, con le scritte colorate.

I calzoncini corti e le immancabili Nike bianche ai piedi. I lunghi capelli scuri avvolti a cipolla sulla sommità della testa, che ondeggia a ritmo della musica nelle orecchie.

La bici vecchia, che viene riesumata di anno in anno solo in questo periodo.

Il megafono alla bocca, un bambino per mano, il controllo degli ingressi la mattina.

L’aiuto nei compiti il martedì e il giovedì mattina, figlio di un bizzarro karma verso una ragazzina che se le inventava tutte, pur di non farli.

Il richiamo alle regole, abbassa la voce, partecipa anche tu al gioco, vieni qui che non ti sei fatto niente.

Sembra quasi che parli alla se stessa seienne, piu che a una cinquantina di altri bambini e bambine.

I balli di gruppo, gli avvisi dal palco, il piatto portato in tavola un bambino alla volta.

La nomina a presentatrice ufficiale della serata finale, ché anche all’oratorio si può fare carriera.

La osservo di nascosto dal cancello ancora chiuso poco prima dell’uscita.

La mezzana animatrice per me è visione e ammirazione.

Come bimba ha preso attenzioni e cura, come giovane donna le restituisce con una gratuità ed entusiasmo che mi scaldano il cuore.

Inspira e prendi, espira e restituisci.

È il respiro giusto, ragazza mia.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Lo svuota tasche

Eccoci qua,

Domani cominciano gli esami di maturità.

Ho un regalo per te, prima di iniziare. Un regalo che non premia l’arrivo, ma tutto il percorso.

Come canta la canzone che ami, ti dono uno svuota tasche.

Bisogna fare spazio, per la vita che verrà. Ci puoi appoggiare questi anni di studio e insicurezze. La fatica e gli insuccessi, lo Jägermeister di una sera d’estate, le camminate in montagna col campeggio.

Le partite a carte con gli amici, l’arrosto di domenica dalla nonna, gli scherzi alle sorelle.

Il fiato corto, l’ansia che batte, una notte a Berlino, un’alba in Islanda.

Le flessioni durante il lockdown, i dischi nuovi usciti la mezzanotte del venerdì, le brioche da Oscar prima che sorga il sole.

Le litigate dolorose, quelle dove si dice sempre qualcosa di cui ci si pente. Le risate di notte in riva al mare, nella tua prima vacanza da solo, col covid come souvenir.

La professoressa noiosa, la spiaggia con gli ombrelloni gialli nelle Marche, il supplente che t’ha fatto amare Marx.

Il kebab in piazza, le chiavi di casa e anche quelle, a breve, della macchina.

I video di filosofia su YouTube, le discese con la bicicletta, il concerto in piazza e il rientro a casa senza voce.

Il pallone da basket, l’euforia di un tiro da tre a ciuffo, l’allegria negli spogliatoi.

Tutto quello che avrai combinato, che non so e non voglio sapere.

Svuota le tasche, e fai posto a tutte le esperienze che verranno.

Appoggia il ragazzino di cui ero orgogliosa ieri, per fare spazio all’uomo di cui essere fieri oggi.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Buona condotta

Una figlia promossa a giugno, nonostante l’impegno nello studio che i professionisti descriverebbero come discontinuo, io ad minchiam, altrimenti detto “quando c’ho voglia apro un libro”

L’otto in condotta, comunque, non ce l’ha levato nessuno.

Gli scritti di terza media, italiano e matematica.

Alla domanda “come è andata” la risposta è un sorridente “andrà tutto bene, mamma” accompagnata da una compassionevole pacca sulla spalla.

Oggi ha studiato dalle quindici e cinquantacinque alle sedici e venti, poi è arrivata da me asciugando il sudore dalla fronte. “Esco, proprio non ce la faccio più”

La maturità che non è ancora iniziata a funesta le nostre esistenze: l’ansia si è stabilita a casa nostra e pare abbia prenotato fin dopo l’orale.

Il primogenito s’è incatenato alla sedia della scrivania, come Ulisse all’albero maestro, per non ascoltare il canto di richiamo del campetto di basket.

Riversa sulla sottoscritta tutto il suo male di vivere e l’ingiustizia di un’estate cominciata per tutti tranne che per lui.

Gli ho fatto sommessamente notare che la mia estate comincerà forse a settembre, ma non sembra avere colto, preso com’è dalla sua sofferenza.

Un genitore solo con tre figli adolescenti dovrebbe essere dichiarato illegale.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Cenerella cenerella

La giornata di ieri è stata funestata da un abbattimento totale, un intristimento profondo, un vittimismo imbarazzante.

In poche parole, la sindrome di Cenerentola.

L’autostima zoppicante, il sentirsi soli e incompresi, sottopagati e sfruttati, schiavi della casa,del mostruoso disordine generato dalle tre creature, dalle centinaia di accompagnamenti non più scolastici ma di glorioso tempo libero.

In sintesi, loro vanno a divertirsi, io li porto e li recupero.

Col miraggio delle ferie troppo lontane per essere un conforto, mi sono crogiolata nei panni fuligginosi della povera fanciulla.

Se non fosse che, con Cenerentola, abbiamo molto poco in comune: a lei i topini cuciono abiti da sera, io trovo sorci morti sull’uscio ogni mattina.

Lei ha una fatina che le rifà trucco e parrucco, io la mezzana che cura il mio make up seguendo distratta improbabili video su YouTube (l’ultima volta il trucco smokey eyes ricordava molto il protagonista di Kung fu Panda)

Il mio principe azzurro non gira in carrozza ma a piedi e altro che scarpette di cristallo, dovrei farmele fare con la suola in Vibram.

Stante le poche affinità, eccezion fatta per il gatto dispotico e malefico con cui entrambe conviviamo, ho deciso di cercare altri personaggi con cui identificarmi: per adesso se la giocano Charlie Brown e Willy il Coyote.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Metamorfosi

Un momento è piccina e traballa sulle sue gambette tornite, un passo dopo l’altro.

Quello dopo caracolla su un paio di improbabili stivali con le zeppe, che le regalano una ventina di centimetri in più di altezza e una altissima probabilità di fratture multiple e scomposte.

Un momento gira forte su stessa per vedere il vestitino con gli unicorni che fa la ruota, quello dopo esce con una tutina che Eva Kant avrebbe giudicato troppo aderente.

Un momento beve frappé gusto fragola con la cannuccia colorata, quello dopo trovi nel bidone del vetro due bottiglie di vodka alla pesca dopo una serata con gli amici.

Un momento fa il disegno coi cuori e gli arcobaleni alla maestra, quello dopo scrive mail polemiche al professore di diritto.

Un momento gioca coi tuoi trucchi fingendo di essere te, quello dopo fa sul serio Moira Orfei.

Un momento ha la testa piena di ricci pazzi, quello dopo usa la piastra anche prima di entrare in doccia.

Un momento ti racconta le sue giornate nel dettaglio, sogni e come fa la cacca compresi, quello dopo non dice più nulla e si lamenta perché non la ascolti.

La chiamano metamorfosi, crescita, evoluzione, scoperta.

Quella della mezzana sembra più una sostituzione di persona.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

1 giugno

Oggi, nella giornata mondiale del genitore, vorrei che ci stringessimo in un collettivo abbraccio virtuale, per celebrare la meraviglia, la grazia e il privilegio di far crescere e consegnare al mondo delle splendide creature.

In particolare modo:

chi ha a che fare con lo strazio del registro elettronico, delle preghiere sussurrate prima di premere il tasto “voti”, delle parole irripetibili all’ennesima richiesta di pagamento attraverso PagoPa, chiaro strumento del demonio, delle testate al muro dopo avere fissato ennemila colloqui con insegnanti su centordici diverse piattaforme;

chi resta saldo al timone, senza perdere la rotta ma solo con un lieve abuso di alcool, tra le mareggiate dell’adolescenza, gli sbalzi ormonali che ti fanno desiderare una convivenza con Hannibal Lecter affamato, piuttosto che con tua figlia tredicenne;

chi, archiviati anni di studi, lauree, master, specializzazioni, si dedica alla nobile arte della transumanza, spostando branchi di figli e loro amici da una zona all’altra della provincia;

chi quotidianamente esce dalla doccia per trovare il proprio accappatoio già usato e bagnato, il dentifricio finito, il rotolo della carta igienica da cui penzola solitario l’ultimo mezzo strappo;

chi ascolta per ore drammi, pettegolezzi, avvenimenti, orrida musica, la barbabietola da zucchero, i terrazzamenti, e il passero solitario, il tutto dopo una giornata di lavoro;

chi, nonostante tutto questo, non è ancora partito per il Brasile ad aprire un Chiriguito.

Genitori tutti, auguri

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Trenta giorni ha novembre

Da stamattina non riesco a entrare in bagno, dopo che la lavatrice ha tentato la fuga durante la centrifuga e si è andata a piazzale direttamente davanti alla porta. Aspetto che torni il primogenito, quota più magra della famiglia, per insinuarsi nello spiraglio con lo stipite e rimettere al suo posto la fuggitiva.

La mezzana mi ha comunicato di voler fare il piercing ai capezzoli, e mi devo complimentare con me stessa per la reazione adulta e pacata che ho avuto.

Ho tenuto il crocefisso alla giusta altezza, mi sono ricordata le formule in latino e non ho esagerato con l’acqua santa.

Al supermercato per la consueta spesa del lunedì, ho girato ignara tra gli scaffali con una carta di biscotti appiccicata al sedere: erano i pick-up, parenti tarocchi e più economici dei più famosi orociok. Colpa della piccola, che li ha mangiati a tradimento lasciando la carta sulla mia sedia.

Me ne sono accorta quando ho visto con la coda dell’occhio la mano della cassiera verso il mio lato B.

Già pronta a gridare alla molestia, ho dovuto invece ringraziare e andarmene più o fretta che potessi.

Domani è l’ultimo giorno di maggio, e a me sembra che duri da febbraio.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Mamma tigre

In coda alla cassa, con le mie offerte speciale in equilibrio precario.

Davanti a me, una donna cinese con la sua bambina. Coda alta tiratissima e capelli neri lucenti, vestita in tutte le tonalità esistenti di rosa.

La piccola allunga la mano verso un ovetto di cioccolata con sorpresa, la madre gliela allontana con un gesto fermo e deciso.

È questione di una frazione di secondo e la bimba lancia un urlo acuto, che come il gladiatore al mio segnale scatenate l’inferno, apre la via a quello che sembra un epico capriccio.

La madre, mentre imbusta la spesa, allunga il bancomat e si sistema i capelli, il tutto con un unico gesto, si avvicina alla figlia e le dice alcune parole, in cinese.

Il capriccio si interrompe all’istante, le lacrime si asciugano subito.

Ora, io non so cosa si siano dette.

Se la madre le ha proposto l’acquisto prossimo dell’intera azienda Kinder, se l’ha spaventata minacciandola di farne straccetti con mandorle, soia e bambù, se le ha prefigurato di trasformarla in una statua dell’esercito di terracotta.

Resta il fatto che ho rivalutato i principi pedagogici della mamma tigre, della quale condivido solo un tatuaggio ormai sbiadito sulla caviglia, avanzo di una dissoluta giovinezza.

Io, come mamma, somiglio più al felino pigro che abita a casa mia.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Apparizioni e sparizioni

Lei non esce, si smaterializza.

Come in una replica di Star Trek, si teletrasporta altrove.

Un momento è con te in cucina, mentre sorseggia la settima tazza di tè verde della giornata, e l’attimo dopo è sulla porta a mettersi le scarpe, avvolta in una nuvola di profumo.

“Ma dove vai?”

“Faccio un giro in ciclabile con S”

“E poi?”

“Ci vediamo al McDonald con gli altri, non torno a cena”

“Ah”

“E dopo restiamo a chiacchierare al parchetto per organizzare la festa di sabato”

“Ma quale festa? Non andavi a dormire da G?”

“Mamma, venerdì dormo da G, sabato la festa di M”

“Meno male che c’è la domenica”

“Già, partita e gruppo animatori”

“Evviva il lunedì, allora”

“Già, pensavamo di fermarci al kebabbaro dopo scuola”

“Nient’altro? Mi pare un po’ pochino”

“Infatti poi vengono anche Z, R e J e facciamo un giro al centro commerciale”

“Ero ironica, infatti. Ti farò togliere dallo stato di famiglia”

“Ahahah scherzi ancora, eh?”

“No”

La mezzana è scesa tempo fa dall’iperuranio, con mia grande gioia.

Per abitare il nostro mondo, pensavo.

Invece abita il suo, e chi la vede più.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento