
Il primogenito fuori sede é tornato al suo studentato gaudente, dopo le feste di Natale. Sceso dal flixbus ha pensato di essere giunto a Cortina per le olimpiadi invernali, stante la neve che ricopriva la spiaggia riminese.
Lei, la pedagogista dai rossi capelli nonché sua madre, lo ha accompagnato alla stazione e abbracciato a lungo, come si conviene.
Tirando su col naso e asciugandosi qualche lacrima ha sentito una stretta allo stomaco, non per la nostalgia ma per l’imminente ora di pranzo. Pensando di affogare i suoi dispiaceri in un bel piatto di pasta fresca, ha constato con sconcerto che che se l’era portata via il primogenito.
La figlia mezzana é anch’essa ripartita verso la patria del prosciutto crudo e dei giovedrink. Promettendo settimane di studio indefesso, ha abbracciato a lungo la madre commossa, sempre la pedagogista dai rossi capelli.
Tirando su col naso e asciugandosi qualche lacrima la pedagogista ha pensato quindi di riscaldare il cuore e la pancia con una calda tisana, salvo scoprire che le tisane e il bollitore erano in viaggio nella valigia dell’allegra studentessa.
Presa quindi da una commozione feroce, la pedagogista é andata a prendere dei fazzoletti di carta dall’armadio, per asciugarsi le copiose lacrime di nostalgia ma soprattutto rabbia per i reiterati furti.
Ma la mezzana si era portata via anche quelli.