Il sorpasso

Quello che può fare mio fratello

A 15 e mezzo può uscire una sola volta all’una

A 15 ha il coprifuoco delle 00:00-00:30

A 16 anni può andare all’alcatraz al concerto di Massimo Pericolo

Al compleanno dei 16 anni invita 10 amici a dormire

A 15 anni invita gli amici mentre la casa è vuota e cucina in autonomia

A 15 anni va a milano con problemi (dipende da quanto si fida la mamma)

A 16 anni va a Milano senza problemi

A 16 anni non può andare al Tempesta

A 16 anni va al concerto di Rkomi

A 16 anni può uscire il sabato sera, con i suoi amici a casa di un amico a vedano e una volta è tornato alle 2 ma la mamma lo ha messo in punizione

A 16 anni va in discoteca (una volta) la mamma lo porta e poi la madre del suo amico lo viene a prendere

La mezzana, in un’ottica di equità e giustizia, da due anni scrive in un apposito file tutto ciò che è permesso o no al fratello maggiore.

Lo fa con una esasperante meticolosità, pronta a rivendicare i suoi diritti di secondogenitura.

Precisa come uno spacciatore col bilancino del fumo, annota ogni discrepanza tra il suo trattamento e quello del congiunto più prossimo.

Il primogenito traccia la via della libertà e autonomia e lei lo segue in scia.

Ma la piccola, già lo so, li sorpasserà entrambi.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Fashion

Mi ha tenuto la mano stretta stretta, mentre stava distesa sul lettino.

Ha fatto un respiro profondo e chiuso gli occhi, ma è durato giusto un attimo.

La mezzana desiderava e chiedeva da un anno il piercing all’orecchio e approfittando della fragilità emotiva della sua mamma prima dell’intervento chirurgico ha estorto il consenso.

Ora è la fiera proprietaria di un cerchietto in titanio che le trapassa la cartilagine.

Il primogenito narciso è al suo secondo accesso in palestra, sala pesi.

Sottovalutando la situazione e sopravvalutando la sua -scarsa- massa muscolare ha rischiato di rimanere sotterrato sotto un bilanciere.

Il giorno dopo non riusciva nemmeno a lavarsi i denti, tanto il dolore alle braccia.

La piccola si trucca di nascosto, usa il mio mascara e lo lascia aperto per un giorno, così quando serve a me è inutilizzabile.

Si strucca con le salviettine che servono per pulire i mobili e urla dal bagno per il bruciore agli occhi.

Io ho perso la mia battaglia con i fighissimi pantaloni grigi eleganti acquistati con un saldo irrinunciabile, ché non ne vogliono sapere di allacciarsi, i maledetti.

Saranno difettosi, non c’è altra spiegazione.

Non saremo una famiglia perfetta, ma quanto siamo fashion.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Storie di Natale

L’albero è finto, comprato su Amazon dopo che lo storico abete di famiglia si è spezzato in due sotto il peso di troppi Natali tra bambini e gatti.

Le decorazioni variegate e variopinte, ché ognuno ha una sua personale vena artistica e sistema palline e stelle come meglio crede.

Nel presepe dorme il gatto, le lucine invece che sul terrazzo contornano il letto a castello delle ragazze.

Ho trovato i regali, erano nascosti con le vecchie giacche nel ripostiglio.

La piccola aspetta Natale da ferragosto, è l’unica che tiene il passo con il calendario dell’avvento. Probabilmente si mangerà anche i nostri cioccolatini senza che ce ne accorgiamo.

La mezzana desidera le feste solo per svegliarsi più tardi il mattino, per la cena della vigilia e il torneo di pallavolo in Liguria. È ancora vegetariana, dopo due settimane.

Il grande è in modalità Grinch, snobba gli eccessi natalizi della sorella più piccola, simula indifferenza e si è regalato due mesi di abbonamento in palestra, dove andrà non si sa bene a fare cosa.

Io lavoro, organizzo, pianifico giornate che spesso sembrano non finire mai, scrivo liste e a volte storie, lascio le lasagne pronte perchè arrivo tardi a casa.

Tra qualche giorno andremo a vedere il saggio di ginnastica artistica della piccola e io so già che piangerò, come sempre.

A giorni sono ventiquattro anni che manchi, papà.

Arriva Natale. Te lo volevo raccontare.

Pubblicato in Senza categoria | 3 commenti

Influencer

“Ciao piccola, che fai di bello?”

“Mi provo dei vestiti. Un po’ miei, un po’ tuoi, un po’ di mia sorella, un po’ di mio fratello”

“Ah. Capisco. Posso darti un consiglio?”

“Preferirei di no”

“Bene. Perché la maglietta la infili nei pantaloni? Guarda come starebbe meglio così, un po’ morbida fuori”

“Ma scusa, stai cercando di nascondermi la pancia?”

“Ma no amore. Dico solo che tutti noi abbiamo vestiti che ci valorizzano e altri meno, punti di forza da accentuare e qualche punto debole da mimetizzare”

“Quindi io devo mimetizzare la pancia?”

“Quello che intendo è che…”

“Mamma, ma se io volessi trasformare un punto debole in un punto di forza? Se io mi piacessi così?”

Lei ha undici anni, brufoletti sparsi sulla fronte, un giro vita non proprio extra small ereditato dalla mamma, una tempesta ormonale in atto che in questa fase della vita non aiuta.

Ha anche due gambe toniche e lunghissime, invidia mia e della sorella, folti capelli lucidi, un profilo armonioso e un sorriso che metterebbe di buon umore anche il Grinch.

Ma soprattutto, mi è maestra di vita.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Ere moderne

La piccola gira col cellulare in mano nel tentativo di produrre foto artistiche, delle quali nessuno capisce il soggetto.

Una volta il particolare di una mano stretta a pugno che sembra il promo di youporn.

Altre volte, come oggi, spruzzi artistici sullo specchio del mio bagno con quello che trova, col risultato che stamattina il mio spazzolino da denti era ricoperto da uno strato di viakal.

Con la sua amica il pomeriggio fa la black mask della sorella che si infuria, prova a cucinare vietatissimi pancake e chiacchiera fitta fitta in camera, zittendosi all’improvviso mentre abbasso la maniglia della porta.

Ruba i miei trucchi e li spalma sulla faccia con fare maldestro, negando di averli presi col rossetto sui denti.

Ruba i miei vestiti che poi trovo accartocciati nel suo armadio, dice che non sa come ci siano finiti.

La mattina è l’ultima ad alzarsi, con umore cupo e sguardo fosco. Il primo sorriso arriva alle sette e trentacinque, quando deve chiedermi un passaggio per andare a scuola.

Qui si vive nell’adolescenzacene, l’era geologica in cui ci si augura l’estinzione.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Anonymous

“Mamma, basta, non posso più continuare così”

“Senti amore, capisco lo shock e le tue ragioni, ma forse dovremmo valutare bene i pro e i contro”

“No. Ho deciso. Ma li hai visti anche tu, come puoi non prendere posizione? Dobbiamo fare qualcosa”

“Certo, ma ognuno fa quel che può con ciò che ha, e io non sono certa di farcela”

“Mamma, costerà fatica, ma dobbiamo cambiare! Insieme!”

“Insieme…a chi?”

“Tu e io, no?”

La mezzana, il pomeriggio di sabato dell’otto dicembre, Immacolata concezione, in centro Milano, ha deciso che diventerà -diventeremo- vegetariane.

Lo ha deciso dopo avere visto un flash mob poco lontano dal castello Sforzesco, con la proiezione di video sui metodi di uccisione del bestiame.

Lo ha deciso con le lacrime agli occhi, mentre la sorella minore guardava dall’altra parte perché impressionata.

Lo ha deciso con l’irruenza e l’assolutismo dei suoi quattordici anni.

Di sera, in camera sua, ha cercato di capire come entrare a far parte di Anonymous.

Io sono contemporaneamente orgogliosa e atterrita.

Orgogliosa di vedere il coraggio che io non ho, di rinunciare a un panino con la salamella o al crudo di Parma.

Atterrita che la mia cucina diventi un ristorante -pessimo, tra l’altro- con piatti diversi per ogni componente della famiglia.

Stasera minestrone, poi si vedrà.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Cosa fai a capodanno?

Quando alle sei e trentasette della mattina il gatto vomita con precisione scientifica nella borsa coi tuoi documenti del lavoro, giusto un attimo prima che tu ti metta la giacca per andare a grattare il ghiaccio dal vetro della macchina.

Quando passi la prima parte della giornata tra le aule di un liceo per parlare con un buon numero di professori e ti senti raccontare che tua figlia si trova al primo banco come sorvegliata speciale perché altrimenti chiacchiera come non ci fosse un domani.

Quando ti fermi a fare benzina e il bancomat lo hai lasciato a casa, probabilmente dimenticato sul tavolo mentre pulivi il vomito del gatto.

Quando l’organizzazione della giornata pare l’ultimo livello del tetris e sarebbe utile il dono dell’ubiquità.

Quando resti al telefono con un call center in Tunisia per quaranta minuti, per scoprire che l’indirizzo del corriere era sbagliato e i tuoi regali di Natale ora probabilmente sono arrivati a una famiglia di Bruzzano Zeffirio in provincia di Reggio Calabria.

Quando nella compulsione della spesa online compri una confezione famiglia di latte di capra, che schifa pure il gatto.

Quando tutto questo e anche qualcosa d’altro succede, è tempo di prenotare il cenone di capodanno.

A Lourdes.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Letto e mangiato

“Ehi, dove sei? È quasi ora di andare”

“Sono in camera mia mamma”

“Allora dobbiamo sbrigarci che sennò facciamo tard…aaaarghhhh!”

“Mamma, che spavento!”

“Che spavento tu? Ma che succede? Dai, mettilo giù e nessuno si farà del male”

“Uh uh, che spiritosa. Non ti va mai bene niente. E se non lo faccio, perché non lo faccio. Se lo faccio, perché lo faccio. Mai contenta”

La mezzana è stata beccata in camera con un romanzo in mano, nell’atto di leggerlo.

Meno stupore avrebbe suscitato Babbo Natale che scendeva dal camino con slitta e renne.

Per la fanciulla quattordicenne i libri sono considerati da sempre più una punizione che un dono, fatica pure a leggere i post che le scrivo per il compleanno.

L’ipotesi che va per la maggiore sostiene che si sia fidanzata, che il fidanzato sia un lettore e le abbia chiesto quale fosse l’ultimo libro letto, lei si è resa conto che l’ultima cosa letta era il rapporto calorie/grassi sul pacco delle gocciole tribù.

E sia corsa ai ripari.

Ma è ancora tutta da verificare.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Piccoli miracoli

La piccola cammina per casa sgranocchiando una mela per merenda. La mangia così, crunci crunci come diceva all’asilo, morso a morso.

Sul tavolo non c’è un biscotto, una fetta di pane e nutella, nemmeno un pacchetto di cracker. Solo frutta.

La mezzana infila tuta, scarpe da ginnastica e cuffiette e va a camminare in giro per il quartiere. Azzarda anche una corsetta. Torna dopo oltre un’ora con le guance rosse, il fiatone e tanta soddisfazione per avere vinto la sua congenita pigrizia, che ne fa la creatura da divano per eccellenza.

Il primogenito rincasa con la macchina fotografica della sorella, quella che ha tanto desiderato lo scorso Natale e poi mai preso in mano, e quindici euro in tasca.

È stato ingaggiato come fotografo ritrattista da due ragazzi più grandi che hanno visto le sue foto sui social e hanno voluto farsi immortalare sulla pista ciclabile nella golden hour malnatese.

Dice che diventerà ricco, questo giovane Helmut Newton col ciuffo ribelle.

Il gatto ha mangiato dalla sua ciotola e non ha vomitato sul tappetino del bagno.

Quest’anno, Miracolo di Natale lo girano a casa nostra.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Fiducia cieca

“Mami, ti dimentichi mai di me?”

“Piccola, no! Come potrei dimenticarmi di te, eh? Sei il mio amore grande, il tuo tono di voce si sente fino al paese vicino e se potessi ti faresti portare ancora in braccio perché ti piace starmi appiccicata”

“Quindi non ti dimentichi?”

“Non mi dimentico”

“E allora perché la mattina -io vi sento eh quando svegli i fratelli e loro non si alzano- a un certo punto mia sorella ti chiede “e la piccola?” e allora tu gridi “mannaggia, ho dimenticato la piccola!” E corri a svegliarmi?”

“Ma no tesoro, sei solo un po’ addormentata, sai che la mattina presto a casa nostra manca solo il Bianconiglio con l’orologio e i due liocorni e poi non manca più nessuno, ma figurati se mi dimentico di te. Che poi a scuola ci sei andata sempre puntuale, no?”

“Mami?”

“Dimmi”

“Posso avere una sveglia?”

Quando c’è la fiducia, c’è tutto.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento