Giorno 5

“Amo’, che tempo da lupi mannaggia. Annamo, va”

L’amato viterbese ha aperto così l’ultima giornata in questo arcipelago nel mezzo del niente.

Nelle pause dalla pioggia abbiamo visitato il ridente paesino di Nurfjord, dove ho imparato che Hitchcock aveva ragione sui gabbiani e essere scivolata lunga e distesa sulle loro deiezioni.

Nella ridente cittadina di Hamnøy ho scoperto che i bambini qui si guadagnano da vivere tagliando le lingue dei merluzzi, con stipendi mediamente più alti del mio. Per l’alternanza scuola lavoro del primogenito sono a posto.

Nel pomeriggio siamo giunti a Å, che si legge O, ultima lettera dell’alfabeto norvegese e paese prima del nulla.

Tra un rorbu e l’altro, le tipiche abitazioni rosse a palafitta dei fiordi, ho conferma che l’attività più in voga in queste isole è la pesca e l’essicazione del merluzzo, che abbiamo mangiato fritto, lessato, nella zuppa e probabilmente anche nel cappuccino.

Domattina prima dell’alba traghetteremo con la nostra auto nella pancia di una grande nave, che ci riporterà sulla terraferma, dove continua il nostro viaggio.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Giorno 4

Una mattina che comincia sotto una pioggia battente ma si sa, in montagna il tempo cambia repentino, anche al mare. E quando li hai tutte due a un passo il clima può essere assai mutevole.

Una passeggiata ricavata nel tempo di uno scorcio di sole, a sinistra una spiaggia del Madagascar, a destra una malga trentina.

È il contrasto, quassù, a togliere il fiato.

La pausa pranzo in una grotta da picnic, mentre fuori piove, il rientro alla macchina bagnati fino ai calzini, messi poi a asciugare sul riscaldamento dell’auto.

Ancora ponti, nuvole che scendono lievi e raggi di sole improvvisi.

Quando non sai cosa aspettarti finisci per non aspettarti niente, lasciando posto libero a stupore e meraviglia.

La sensazione di essere nel mezzo del niente, l’emozione profonda di uno spazio infinito che ti ricorda quando erano le quattro mura di casa a fare da cornice alle tue paure.

La scoperta dietro una curva, sotto una montagna, dietro la porta di un locale fatto di legno.

Su tutto, la fortuna di voltarsi verso chi sta al tuo fianco e condividere tanta bellezza.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Giorno 3

Come porti il più grande reperto museale al mondo, una nave, all’interno di in museo?

Semplice, il museo glielo costruisci intorno. Peccato che l’inaugurazione dell’Hurtigraten Museum, prevista per questa estate, sia slittata di un anno senza dir niente a nessuno.

Un altro traghetto, questa volta per passare dalle Vesterålen alle Lofoten. Dopo chilometri di nubi basse, all’improvviso il cielo si apre e ci regala una traversata piena di meraviglia.

Un faro altissimo, che chissà quante cose potrebbe raccontare.

La conoscenza di Sara, giovane donna di Finale Ligure, biologa marina, che da cinque anni vive e lavora in un’isola sperduta di un arcipelago norvegese. Sono così pochi e riservati che, racconta, non hanno modificato il loro stile di vita col distanziamento sociale.

Un locale caldo e luminoso dove prendere l’immancabile lunghissimo caffè ogni volta con un dolce diverso, ché la prova costume qui non è un problema col freddo che fa.

L’arrivo a Henningsvaer, la Venezia delle Lofoten, in un bellissimo ostello costruito sopra una fabbrica di lavorazione del merluzzo.

Tornerò profumatissima.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Giorno 2

Dopo una corroborante colazione a base di caffè lungo, aringhe e salmone affumicato ripartiamo per il primo lungo spostamento.

Due traghetti, centocinquanta chilometri, pochi gli esseri umani incrociati.

La sosta in un piccolo arcipelago dalle acque color smeraldo, dove da dicembre a febbraio pare transitino con frequenza balene e orche. Ma siamo in agosto e io, dopo la tragica avventura in gommone dello scorso anno alle Azzorre, ben mi guardo dal riproporre al mio compagno di vita e di avventure una nuova ricerca di cetacei. Rischierei di essere lasciata a piedi nella tundra norvegese.

I panini mangiati seduti sui tronchi, davanti a una spiaggia, con un mare dalle fattezze caraibiche ma dal freddo glaciale, dove tre temerarie o forse incoscienti fanciulle si tuffano per poi correre fuori di corsa.

E domani si comincia con le Lofoten.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Tromsø

Tromsø è un’isola, oltre che la città più grande della Norvegia settentrionale.

Un lungo e arcuato ponte la collega a una delle sue più famose attrazioni, la cattedrale Artica.

È un luogo di culto che contiene una pluralità di religioni, tenute insieme dalla luce colorata che filtra da una maestosa vetrata, a dimostrazione che il divino si rappresenta così, luminoso, qualunque sia il nome che decidiamo di dargli.

Bastano pochi minuti di bus, ma noi ovviamente abbiamo percorso il ponte andata e ritorno a piedi.

Il museo polare raconta una storia di stragi di foche e orsi polari, che oggi condanniamo senza pietà perché è più facile giudicare quando non tocca procacciarsi pranzo e cena in una terra ostile.

Di esplorazioni nei luoghi più impervi del pianeta, dove uomini fatti di un coraggio un po’ folle hanno rischiato -spesso perdendo- la vita in nome della curiosità della scoperta.

Il sole è caldo ma l’aria fredda ti ricorda che siamo a trecento cinquanta chilometri dal circolo polare artico.

E tra un selfie con la foca, un fish and chips da ricordare, mangiato al porto, la sirena di una grande nave in partenza per i fiordi, si completa la nostra prima giornata norvegese.

Domani ci si rimette in viaggio, alla scoperta di nuove terre come gli esploratori di una volta, anche se io non trovo la macchina nel parcheggio del centro commerciale, figuriamoci orientarmi tra ponti e fiordi.

Meno male che al mio fianco c’è l’uomo bussola, col quale perdersi è impossibile.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Sì, viaggiare

I giorni prima di una partenza sembrano essere quelli più faticosi, come se per prendere il volo si dovessero lasciare le zavorre dell’anno passato, una alla volta, senza dimenticarne nessuna.

Quest’anno di pesi da cui affrancarsi ce ne ha regalati parecchi, insieme a una vaga paura, come un rumore di fondo.

Programmato da tempo, dimenticato nei mesi più bui, ripreso all’ultimo e fino all’ultimo incerto, il nostro viaggio comincia oggi.

Con prudenza, attenzione e alla giusta distanza, ci inoltriamo nel paese delle renne, di un sole che per lunghi mesi non tramonta mai, della notte infinita, dove le città si chiamano come i comodini dell’Ikea.

Siamo arrivati a Tromsø, prima tappa del nostro cammino.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Buon compleanno

Scomodo compiere gli anni d’estate, due passi più in là del ferragosto.

Nata sotto il segno del leone, col quale condividi criniera e impeto.

Campionessa di giardinaggio estremo, quando imbracci la motosega per tagliare i rami secchi, esperta nella coltivazione di pomodori e insalata, che cerchi vanamente di tramandare a questa figlia dal pollice nero.

Maestra di parole crociate, crostate alla marmellata e merende che sembrano banchetti.

Inadempiente alle indicazioni alimentari del medico, che consiglia sobrietà mentre nel tuo frigo si nascondono salami e gorgonzola.

Amante della natura, degli animali e soprattutto di quei tre nipoti sui quali rivolgi uno sguardo carico di un amore profondo.

Oggi è il tuo compleanno, non diremo quanti anni compi e come è tradizione nella nostra stravagante famiglia abbiamo già festeggiato da due giorni.

Oggi è il giorno giusto e allora buon compleanno mamma, ti vogliamo tanto bene.

Barbara, Jacopo, Sveva e Bianca

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato | Lascia un commento

Tutto Ok(i)

“Mamma, ho mal di testa e mal di pancia, muoio”

“Dai, coraggio”

“No davvero, non riesco neanche a guardare il cellulare”

“Accidenti, questo sì che è grave”

“Tu mi prendi in giro e io soffro”

“No, adesso vado a prenderti un antidolorifico è un bicchier d’acqua, va bene?”

“Grazie”

Cinque minuti dopo.

“Mamma, la mia pastiglia?”

In una scala da uno a dieci di idiozia dove uno sta per la terra è piatta e dieci il Covid non esiste, ecco a voi la summa di tutte le cose.

Prendersi l’antidolorifico della figlia senza avere alcun dolore.

Ferie, venite a me.

Buon ferragosto

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , | Lascia un commento

Bravi a cadere

Avrei voluto proteggervi sempre, dalle paure delle ipocondrie come diceva Battiato, dalle cadute e gli scivoloni, dalle ansie e dai dolori.

Ho imparato che non posso tenere la vostra mano nella mia per tanto, come quando da piccini camminavate sul muretto in equilibrio,simili a piccoli ginnasti sulla trave, scendendo con un salto altissimo che guardami mamma come sono stata brava.

Ho capito che non ci sono bacetti, cerotti o fasciature quando le sbucciature sono sull’anima.

Ho appreso che non si può evitare di cadere, ma che si può imparare come, mettendo le mani per non picchiare la faccia, tenendo il coraggio davanti per non ferire troppo il cuore.

Ho scoperto che non c’è prevenzione alle bordate della vita, che una placida navigazione può diventare impervia, che una giornata bellissima può diventare tragica, mutando svelta come il tempo in montagna.

Ho pensato che posso essere rifugio, quando piove troppo forte e non avete l’ombrello.

Che nel crescervi vi regalo strumenti, li appoggio sul tavolo, ché possano essere pronti se servono.

Che forse troppe protezioni tanto bene non fanno, che le rotelle si tolgono, che le reti attutiscono un colpo ma a volte ci fanno rimanere impigliati.

E allora diventiamo bravi a cadere, ché i lividi sfumano, le ferite rimarginano e se ti volti a guardare potrai vedere quante volte siamo riusciti a rialzarci.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , | Lascia un commento

Aldilà

“Oh, buongiorno e ben alzato!”

“Awggsefhhdscjiihvdrss”

“Vabbè, parleremo dopo”

“Blo, io esco”

“Eccomi, son tornato. Sto uscendo”

“Vado in piscina”

“Vado al campetto”

“Ci si becca con Diego, Michela, Karim, Cristina, Alessia…”

“Si va a veder le stelle”

“Vado da Luigi”

“Esco con Claudio”

“Mangio da Stefano”

“Dormo da Pablo”

È più facile comunicare ai defunti con la tavola Ouija che con un adolescente d’estate, comunque.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , | Lascia un commento