Ho scritto la prima pagina cinque anni fa, una notte caldissima di agosto. Seduta su un terrazzo di un appartamento in Abruzzo, mentre i miei figli dormivano.
La potenza di certe storie è che sono loro a venirti a cercare, svegliandoti se dormi, chiamandoti se stai cucinando, sussurrando l’urgenza di essere raccontate.
Io ho provato a farlo nel miglior modo possibile.
Ho scritto di ciò che conosco, ché non so fare altrimenti.
La storia di una famiglia, della fatica del crescere, partendo da una domanda. Può la mela cadere lontano dall’albero? Possiamo essere diversi da chi ci ha generato?
A brevissimo arriverà lui, un sogno che esce dal cassetto in cui è restato a lungo.
il mio primo romanzo, sarà disponibile presto, grazie anche a una casa editrice che ha fatto della cura dei testi-oltre che di una infinita pazienza verso certi autori impazienti-la sua cifra stilistica.
Che dire, sono felice.
E aspetto con gioia di presentarvelo ufficialmente.

