In affari

Molesto, protervo, polemico.

Ma anche sorridente, ciarliero e imprenditore.

Il primogenito troppo a lungo recluso sembra avere ritrovato uno scopo nella sua infingarda esistenza.

Un motivo valido per alzarsi dal letto la mattina.

Un senso a questa vita, anche se un senso non ce l’ha, come diceva il buon Vasco.

La nuova fiamma si chiama commercio, che non è lo spaccio al parchetto bensì la compra vendita di carte pokemon.

A un passo da maggiore età, voto e patente, il giovane studente si è lanciato coi suoi amici in questa avventura imprenditoriale di prim’ordine.

Acquistano da amici e parenti vecchie carte e le rivendono su EBay.

Il dramma è che qualcuno se le compra pure.

Quando ha detto di volere reinvestire i primi guadagni ho sperato si riferisse a un bel regalo alla sua mamma. Neanche a dirlo, il ragazzo intendeva acquistare un mazzo di carte particolarmente raro da rivendere.

“Diventerò ricco, Blo” ha affermato solennemente, mentre preparava pacchetti vari da inviare agli acquirenti.

Non sarà una innovativa startup, ma non è neanche lo spacciatore all’angolo.

Per adesso ce la facciamo andar bene così.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , | Lascia un commento

Un anno fa

Sarà che un anno fa ancora ne comprendevo poco o nulla, ero al cinema con fidanzato e piccola a vedere un film che parlava di libertà, cani e spazi aperti.

Sarà che pochi giorni dopo mi sarei trovata al supermercato con un carrello pieno di tutto, dell’utile e del superfluo, a preoccuparmi per la mancanza del lievito che per dirla tutta non avevo mai usato granché.

Che i miei figli sono rimasti a casa da scuola e ho pensato “una intera settimana? Come farò?” e per me il vero lockdown è cominciato lì.

Sarà che il grande se l’è goduta i primi giorni stando fuori con gli amici, mettendo le tende al campetto da basket, ma è stata solo questione di tempo e poi, un allenamento dopo l’altro, si è spenta anche la lucina dello sport.

Sarà che poco alla volta s’è fatto buio, è il buio fa paura.

Sarà che un giorno dopo l’altro abbiamo acceso piccole luci, cucinato, cantato, fatto ginnastica, dipinto gli striscioni di andrà tutto bene, passeggiato nel bosco e poi neanche più quello, e ancora consolati, abbracciati, rinforzati e forse oggi, che un anno è passato, ci sembra che tutta quella fatica pesi un po’ di più.

Perché la quotidianità s’è fatta diversa, ha tolto abitudini e ritualità facendocene costruire una diversa, liquida, mutevole.

È passato un anno e io ho ancora bisogno, ogni tanto, di dirmi che andrà tutto bene.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Dis

Dispotico, disinteressato, disagiato, disturbato, distratto, disagevole, disappunto, disinformato, disordinato, disperato, disperso, discolo, dissenteria, distopico, disumano.

Il prefisso dis rende le parole brutte, negative, antipatiche.

C’è chi quel prefisso se lo porta addosso, perché confonde le lettere, non impara le tabelline, scrive senza l’apostrofo o con una acca in meno.

Perché le parole ballano quando devi leggerle e quella maledetta della b fa di tutto per sembrare una p.

Perché all’indietro non riesci proprio a contare, mannaggia al conto alla rovescia, e le dita diventano la tua calcolatrice personale, pure se sei grande e magari non lo sapevi che eri un dis anche tu. Perché in corsivo scrivi come un medico le ricette, senza però avere ancora la laurea.

Dislessia, discalculia, distortrografia, disgrafia, noi ne abbiamo un po’ per uno, quasi tutti. E abbiamo imparato che siamo anche disciplinati, discettiamo e dissertiamo, siamo discreti e disegniamo disinvolti, siamo disponibili e distinti.

Che il dis è un prefisso ma in realtà viene dopo, prima ci siamo noi con le nostre diversità, caratteristiche, talenti e difetti.

E come disse la piccola, la disgrafia non è una disgrazia.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Volare via

Dall’altra stanza arriva la tua musica, colonna sonora delle nostre giornate.

È rap, trap, qualcosa che non conosco. Me la fai ascoltare e la spieghi, con la pazienza che si usa coi bambini che cercano di imparare le divisioni a due cifre.

Ti suona il telefono, ciao bro, non c’ho sbatti adesso, ci vediamo domani.

Le serie televisive, oggi anime giapponesi, domani documentari su Chernobyl.

I video che mi mandi sull’artico che si scioglie, le tigri che si estinguono, l’inquinamento che avanza.

La fiamma della politica che si accende, uno sguardo implacabile sugli adulti che ci dovrebbero guidare.

La tenerezza che sta nascosta, probabilmente nel fondo di quell’armadio che ti chiedo sempre di sistemare, capace di uscire quando sei fuori, con altri, lontano da noi.

Le incertezze su un futuro che ha sparigliato le carte, in un’età che dovrebbe metterne a disposizione un mazzo intero.

Le ansie e le fatiche, l’euforia per gli allenamenti di pallacanestro che riprendono e lo sconforto perché no, dovete aspettare ancora un po’ ragazzi.

Dovevi volare via, come si fa a questa età, più fuori che dentro, più altrove che a casa.

Invece resti appollaiato qui, perché il tempo si è dilatato e a questa tua adolescenza zoppicante hanno tolto le trasgressioni che mi sarei aspettata ed ero -forse- pronta ad affrontare.

Intanto ti guardo, dovresti abbassare la musica, ma va bene così.

Continuo a meravigliarmi dell’uomo che stai diventando, che si intravede sullo sfondo di una adolescenza da recuperare.

La recupereremo, bro.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato | Lascia un commento

Be positive

Ding! Messaggio

“Mamma, sono positiva”

Ossignore lo sapevo che sarebbe arrivato questo giorno. E adesso? Dovrò correre a scuola a prenderla. Starà bene? Anche gli altri, saremo tutti quarantenati. Quando siamo andati dalla nonna l’ultima volta? Abbiamo visto qualcun altro? Io ho lavorato sempre. Ho cenato col mio fidanzato, devo chiamarlo subito. Ho preso il caffè con un’amica. La mezzana è andata a pallavolo, ha appena ricominciato, è stata con le sue amiche all’allenamento. Devo portarla di corsa a fare un tampone e…”

Ding! Messaggio

“Sono positiva mamma, credo proprio che la verifica di matematica sia andata bene”

Sto aspettando la mezzana in stazione, seduta e armata, come nella scena finale di tre uomini e una gamba.

Vediamo se avrà ancora voglia di essere positiva.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , | Lascia un commento

Articolo 40

Tutti a scuola questa settimana, ognuno al proprio banco, fuori di casa.

Hai già pronta una lista di trasgressioni che giace nel cassetto da mesi, tra cui lavorare in cucina senza che nessuno chiami, urli, abbia bisogno.

Usare un tono di voce normale, non il sussurro del detenuto che cerca di evadere, per non disturbare la lezione di diritto o il test di motoria.

Trovare il bagno libero.

Cose semplici, ma alla lunga, nella vita di una madre in smart working provata dalla didattica a distanza, determinanti.

E invece.

Mamma, io devo essere in stazione alle sette.

Blo, io entro alle dieci.

Mami, mi vieni a prendere alle due che la cartella pesa?

Oh ma guarda, c’è sciopero dei treni, dei pullman, probabilmente vanno solo i traghetti che a noi non servono.

Corri da una parte all’altra della provincia rimpiangendo di non averli mandati a lavorare dopo la terza media, fai benzina ché a furia di dieci euro alla volta non arrivi da nessuna parte. Ti fermi all’esselunga, già che ci passi davanti.

Corri a casa, in fondo hai ancora un lavoro.

È già mezzogiorno, è ora di tornare a prenderli a scuola, ricomincia il giro.

Cerco un sindacalista bravo, che mi sostenga in questa battaglia.

Basta fare la madre tutti i giorni. Voglio scioperare anche io.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Tiri meschini

“Non trovandola, il suo ordine è stato lasciato davanti alla porta. Buona serata”

Un laconico messaggio sulla chat di Deliveroo ci informava così che i nostri crispy mcbacon con patatine grandi ci stavano aspettando fuori dall’uscio.

Sì, ma l’uscio di qualcun altro.

“Gentile signor rider, dove ha lasciato la nostra cena?”

“L’ordine non comprendeva il numero civico, cordialità”

Con l’aiuto degli amici vicini, mentre la piccola respirava in un sacchetto di carta causa iper ventilazione da mancato McDonald, ho perlustrato l’intera via. Torcia del cellulare e fiuto del cane da tartufo, ci sembrava di aver trovato una traccia. In realtà eravamo sotto la cucina della vicina cinese, nota per le sue nuvole di drago fritte.

Mentre gettavamo la spugna, increduli davanti ai tiri meschini che la vita riserva, la piccola metteva sul fuoco un pentolone d’acqua.

Per cuocere una pasta, pensavo ingenuamente.

Per bollire la sorella, colpevole di avere omesso il numero civico dalla prenotazione online.

A chiunque abbia trovato due sacchetti del McDonald fuori dalla porta ieri sera, buon appetito.

Pubblicato in Senza categoria | 1 commento

Assunta in nero

“Mamma, mi dai il tuo iban?”

La mezzana, beata e ingenua come un capretto che va al macello, ha posto questa domanda una sera, mentre finivo di sistemare la cucina borbottando verso il destino cinico e baro che non mi ha concesso la colf.

Subito interrogata a riguardo, la soave fanciulla ha raccontato di essersi iscritta a una nuova piattaforma di vendita di vestiti. Per arrotondare la sua inesistente paghetta, ha fotografato con cura ogni capo presente nell’armadio suo, di sua sorella e mio.

Senza domandarsi cosa avremmo fatto una volta smerciato tutto il nostro abbigliamento, a due euro alla volta.

Ne compreremo di nuovi, ha sentenziato serafica sbattendo le lunghe ciglia ricoperte di mascara.

Te lo scordi, ho ribattuto io col trucco sbavato, dall’alto delle mie occhiaie.

Ma voglio diventare autonoma, spendere soldi miei, ha asserito con veemenza.

Ci penserò io, ho chiuso con altrettanto ardore.

Da oggi, ho anche io la colf.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato | 2 commenti

Mine vaganti

Fuori era freddo e buio.

Un buio strano, diverso, carico di una luce blu avvolgente e serica.

Seduti accanto, la radio spenta, senza parlare.

La solennità, d’altronde, si vive in silenzio. Sulle strade altri come noi, chi a piedi, col passo pesante, altri in auto, lo sguardo carico di perché.

Le parole non dette, i pensieri come mine vaganti, la consapevolezza di ciò che sta per accadere.

Un sospiro profondo, lo zaino sulle spalle, la mascherina a coprire il naso, la portiera aperta e un saluto sussurrato.

A undici mesi esatti, sono tornati a scuola.

Dopo undici mesi di “presente!” declamato in pigiama dal salotto di casa, si siederanno al banco coi loro compagni.

Nel silenzio, lieve, appagata da un’emozione nuova, sono tornata nella mia casa, vuota.

E mi sono ubriacata con la musica a palla.

Pubblicato in Senza categoria | 3 commenti

La accendiamo?

“Blo, sei sicura?”

“Certo, fidati di me. E non fare quella faccia. Ti ricordi quello che ti ho spiegato?”

“Magari non tutto”

“Dai, proviamo che fare è il miglior modo per imparare”

“E se ci schiantiamo?”

“Tirerò il freno a mano in tempo”

“Allora che faccio, la accendo?”

“Sì, accendiamola”

In una soleggiata domenica mattina di gennaio, in un grande parcheggio vuoto, il primogenito ha fatto la sua prima lezione di guida.

È stato bravo, ha imparato a partire senza strappi e saltelli e a mettere prima, seconda e fare le curve.

Certo, peccato per il runner, ma d’altronde lo sanno tutti che in zona rossa non si va a correre.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento