Portami a ballare

pag10-copia-e1428671945313

Sono tante, pronte e scalpitanti. Sta per avere inizio la baby dance, quotidiano nonché imperdibile appuntamento delle serate in campeggio.
Sono solo femmine. Sandaletti con gli strass, gonnelle o vestitini colorati, mollette scintillanti nei capelli. I maschi sembrano ammessi a questo gineceo danzante solo se muniti ancora di pannolino. Si direbbe la genesi dei futuri Andiamo a comandare. Intorno a loro schiere di genitori armati fino ai denti di video camera e macchine fotografiche, pronti a immortalare i primi passi di danza delle loro piccole creature.
La mezzana, dimentica di avere fatto parte di quella schiera di nani ondeggianti fino a poco tempo fa, canticchia irriverente una inedita versione de I due liocorni “due piccoli escrementi, un topo senza denti, un elefante ormai crepato un verme spiaccicato”
Il grande sta pigramente appoggiato a una colonna, quasi fosse sua la responsabilità di sorreggerla e osserva di sottecchi le ragazzine più grandi che, nonostante il mascara e le converse all star ai piedi ancheggiano al ritmo delle Tagliatelle di nonna Pina, ridacchiando fra loro. La piccola sgrana gli occhi al Caffè della Peppina, batte mani e piedi con il Coccodrillo come fa e canta a squarciagola “mi sono iscritta a danza, l’ho fatto per la panza”. Il tutto rigorosamente in felpone extralarge e infradito, ché in campeggio la parola d’ordine è “selvaggio”.
Forse ho capito come ottenere obbedienza cieca e assoluta in questi giorni. Se non faranno i bravi, sarà la mamma a scendere in pista e scatenarsi sulle note della Danza del cowboy.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Istantanee

pag10-copia-e1428671945313

Il dolce dei bomboloni al cioccolato, tre, ogni mattino, ricoperti di zucchero che si appiccica sulle dita, le guance e la punta del naso.
Il salato dell’acqua quando vai sotto, che fa prudere le gambe mentre ti asciughi. L’onda morbida dei capelli sciolti nell’acqua, come una sirena, che si trasformano in alghe spinose col vento e la salsedine.
Il bianco di un quadretto di cocco che ha il profumo di una crema solare.
Il colore delle pesche dolcissime addentate in spiaggia, arancione come i codini della piccola. Il succo che cola sul mento e tra le mani, le dita insabbiate sciacquate in mare.
La trasparenza di una medusa che ci guarda dal secchiello, catturata prima e liberata poi da un ragazzino col retino.
Il blu del cielo e del mare, come il costume che una figlia mezzana si sistema distratta, inconsapevole ancora della bellezza di un gesto, della dolcezza nello sguardo.
Il segno rosso della maschera intorno agli occhi, perché il mondo va visto anche sott’acqua.
Il brivido dell’aria fuori dall’acqua, la pelle che si scalda al sole, la stanchezza piena che il calore regala.
I tuffi in piscina, ormai quella grande per tutti. Il cloro sulla pelle, che senti sulle labbra quando sbaciucchi delle piccole spalle, avvolgendole in un accappatoio colorato.
Il sonno breve del pomeriggio, quando tutto fuori è caldo e immobile.
Il tempo che scivola via a spirale, come lo zampirone acceso la sera.
La vita in vacanza è così, fresca come il gusto menta del ghiacciolo che si mangia solo qui, liscia come l’asciugamano steso al sole ad aspettare.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Chiuso per ferie

pag10-copia-e1428671945313

I vestiti sono stati scelti, contrattati uno ad uno con la figlia di mezzo “questa canottiera è troppo corta” “giuro la metto solo in spiaggia” mentre la piccola frugava tra l’ingombrante montagna di abiti della sorella per arraffare qualcosa per sè.
Il grande ha preparato in autonomia il suo bagaglio. Cellulare e caricabatterie, che tutto il resto è noia.
Pappa e croccantini sono stati acquistati in dosi massicce, per garantire la sopravvivenza durante la nostra assenza dei gatti di famiglia nonché di una colonia di felini di medie dimensioni.
La casa è stata sistemata come mai prima, pulita in ogni suo anfratto nonostante o forse grazie al felino debole di vescica.
Il congelatore è stato sbrinato, costringendoci a mangiare lasagne e spezzatino la sera del ferragosto.
Le valigie sono state chiuse con la piccola seduta sopra, le liste di cose da fare buttate con grande soddisfazione.
Lo zaino dei compiti è stato da me caricato in macchina e dalla mezzana subdolamente scaricato.
I turni per stabilire chi sta seduto di fianco alla mamma e per quanto sono stati rivisti e corretti, con generale soddisfazione.
Il benedetto lettore dvd portatile, prestato da un’amica illuminata lo scorso anno e da allora rimasto in macchina, aspetta nella sua custodia con una quantità di film sufficiente ad arrivare a Tunisi.
La macchina è stata caricata inizialmente come un tetris perfetto, per poi finire a spingere tutti e quattro il baule per farlo chiudere.
Il gas è stato chiuso, le luci spente, le persiane abbassate.
Di entusiasmo, felicità e aspettative sono piene le nostre tasche.
Ora non resta che partire.

ps un po’ di vacanza non si nega a nessuno, neanche a una pagina virtuale. Quindi per le due prossime settimane ci sarà qualche post in meno, in attesa di raccontare qualche storia in più.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Una lunga, lunga strada

pag10-copia-e1428671945313

“Mami, mi fa male la pancia”

“Oh caspita piccola. Vieni qui e vediamo che possiamo fare”

“Io lo so. Massaggiami tutta”

“Va bene. Brava, così, bella rilassata che passa tutto”

“Si mamma, sento che sta cominciando a passare. Quando fai i cerchi sulla mia pancia sento il dolore che piano piano se ne va. È come una magia, il movimento rotondo”

“Forse perché le cose rotonde sono buone. Il sole, la pizza, le pance delle mamme”

“Vero. Io ci sono stata nella tua pancia ed era giusta giusta per me. Proprio della mia misura. Anche adesso tu sei della mia misura. Io mi appoggio e tu sei come il pongo, ti modelli su di me”

“Ecco, sapevo di non avere gli addominali scolpiti ma addirittura il pongo..”

“Anzi no! Sei come la matrioska! Io sono stata dentro di te, tu dentro la nonna, la nonna nella bisnonna.. Così all’infinito”

“Sei saggia, piccola mia, sai?”

“Certo. Ho fatto tanta strada per arrivare fin qui”

Tanta o poca non lo so. Ma meno male che ci hai trovato.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Per tutto questo e molto altro

pag10-copia-e1428671945313

I pacchetti di figurine, quando ero ammalata, tenuti insieme da un elastico a farne un quadrato cicciotto.
Le coperte rimboccate, che il letto sembra ancora più comodo e pulito.
Le sorprese, al rientro da scuola, senza nessun motivo apparente.
L’aceto versato con cura sui miei capelli, mentre stavo con la testa all’ingiù, nella vasca della casa col tetto celeste.
Le lezioni private al tavolo della cucina, le lezioni provate alla mia scrivania.
Le notti col ghiaccio sulla fronte per far scendere la febbre, con l’aerosol per alleviare il respiro, una stanza di vapori per far star bene la gola.
La medusa catturata nel secchiello per me e i bambini della spiaggia, i tentacoli lucenti sotto i raggi del sole.
I biglietti, le lettere, i messaggi.
La colazione a letto ogni mattina.
I fumetti di Mafalda, Sturmtruppen, Topolino.
Il nome degli alberi, delle piante e dei fiori che ancora oggi mi fanno riconoscere una magnolia stellata.
Il risotto giallo a cena.
La tua mano nella mia sul pullman che ci porta in centro.
La mia mano nella tua in una sera buia di dicembre.
Il micetto nella cesta fuori dalla porta, per farmi sorridere di nuovo.
I ti voglio bene lasciati per casa come le briciole di Pollicino.
Le tue braccia che diventano le mie per cullare un neonato inconsolabile mentre io giaccio esausta sul divano.
L’avermi insegnato come cambiare una lampadina invece di come mettere il mascara.
L’esserci, sempre.

Buon compleanno mamma

Barbara

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Il gatto l’è in via busca* *Trad. se non la pianta si prende mazzate

pag10-copia-e1428671945313

“.. Tutti i sintomi che mi ha descritto fino ad ora sono chiaramente un segnale di disagio, ecco. È evidente che lui ha delle motivazioni profonde che lo portano ad agire così, e bisogna avere pazienza. Del resto sono tutti diversi, soprattutto da piccoli, e l’educazione è un percorso lungo e non sempre facile”

“Dottoressa grazie, davvero. Ma io più che una lettura pedagogica avrei bisogno di una lettiera, perché quel piccolo affare peloso, il gatto appena arrivato, il cucciolo di nobile stirpe mi fa tutti i giorni cacca e pipì sul divano. Ora, va bene che è estate e le cose asciugano in fretta, ma sfoderare il divano un giorno si e l’altro pure non era esattamente quello che mi sarei augurata”

“Signora, è lo stress. Deve avere pazienza”

“Ma anche io sono stressata! E non per questo mi metto in un angolo del suo ambulatorio se mi scappa. Questa storia deve finire, non ne posso più. Mi tiene sveglia la notte, fa gli agguati alla piccola che urla e al gatto grande che emette suoni raccapriccianti. Magari se lo facessi un po’ uscire..”

“Ancora un mesetto, prima deve finire le vaccinazioni”

“Un meset.. No! Non ce la posso fare. Ieri è saltato sulla zanzariera, la zanzariera si è aperta di scatto e lui è rimasto appeso come un salame messo a stagionare”

“Ci vuol pazienza, signora”

“Questo gatto è la mia nemesi, vero? Io che ho sempre pensato alle pulizie di casa come l’anticamera dell’inferno giro per casa con lo straccetto e il mocio. Mi sento la schiava Isaura e lei mi dice di portare pazienza. Forse è meglio che vada, arrivederci”

“Signora, aspetti!”

“Eh? Si, mi dica! Le è venuta qualche idea per educare il felino incontinente?”

“No, mi ero dimenticata di dirle che il gatto ha le pulci”

Abbandonare gli animali è da criminali. Quindi penso che me ne andrò io.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Not in my mail

pag10-copia-e1428671945313

Carissima Barbara,
mi chiamo Raphael e ho venticinque anni. Come puoi vedere dalla foto che ti allego tengo molto alla mia forma fisica perché, come dicevano gli antichi, mens sana in corpore sano. Come puoi forse intuire non curo solo il mio aspetto esterno ma anche la mia interiorità, e credo che la cultura sia fondamentale. Nella vita mi occupo di relazioni pubbliche e private. Sono a disposizione per accompagnare signore (anche di una certa età) a serate, eventi, vacanze. Ferragosto incluso. Se per le serate c’è un tariffario ad ore possiamo valutare un compenso forfettario per i periodi più lunghi. Se mi permetti mi sembra di osservare della tristezza nella tua immagine profilo, ed è un vero peccato. La vita è una e va vissuta pienamente. Sperando di farti cosa gradita ti ho iscritta a al mio gruppo privato su Facebook.
Ti abbraccio virtualmente,

Raphael

Carissimo Raphael,

Scusa se ti rispondo qui e non utilizzando la mail, come hai fatto tu. Ma sono certa che grazie alla tua sensibilità, capirai.
Ho visto la foto, grazie. Bella, eh. Ma la tartaruga c’è l’ho già nel giardino della nonna ed è sufficiente. Mi duole dirti che quell’accenno a “donne di una certa età” non depone granché a tuo favore, o forse sono io ad essere eccessivamente permalosa. La foto in bianco e nero ti ha tratto in inganno perché, in realtà, ho i capelli rossi. Grazie per l’esortazione a vivere la vita con intensità, ma quello che ti sembra uno sguardo triste è solo l’espressione tipica di chi convive con una cronica mancanza di sonno. Ah, mi sono anche tolta dal gruppo al quale mi avevi con tanta solerzia iscritto perché, pur credendo molto nel lavoro coi gruppi non vado pazza per quelli dove le persone si scambiano come le figurine. Comunque il problema non si pone perché, Raphael caro, questo mese ho già un sacco di spese per via della sterilizzazione del gatto e vorrei approfittare degli ultimi saldi su Zalando.
Ti saluto virtualmente,

Barbara

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Onda su onda

pag10-copia-e1428671945313

La piccola ha ammirato col naso all’insù la maestosità dei soffitti e la vista da sogno dalle finestre, ha giocato a nascondino coi pavoni tra le statue di un giardino perfetto, cercando di convincere prima e ordinando poi all’ignaro e nobile pennuto di fare la ruota per lei.
La mezzana ha preso il sole in barca, sulle panchine del lungolago, alla caffetteria mentre sorseggiava un frappé costato come un volo low cost per Siviglia solo andata.
Il grande ha incollato la faccia allo smartphone, catturando Pokemon acquatici e gridando vittoria nel salone degli arazzi per il ritrovamento del temibile Dratini. I turisti tedeschi accanto a noi devono avere trovato esemplare tanto amore per la cultura in così giovane età.
Tutti e quattro abbiamo mangiato appollaiati sugli scogli un panino e uno soltanto, essendoci accorti troppo tardi che la piccola ha sfamato orde di uccellini con il resto del pranzo al sacco.
Tre dei quattro hanno fatto il bagno nelle chiare e dolci acque, rigorosamente in mutande ché il costume non era stato preventivato, e son rientrati solo dopo essersi asciugati al sole.

Su è un giù da un battello, dentro e fuori da un palazzo, qui e là per le stradine di un borgo.
L’estate è un tempo lungo, è un orologio che perde le lancette e misura le ore in luci e ombre. Può essere lunga come un per sempre o come un secondo, come direbbe il Bianconiglio ad Alice.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Educatori si nasce

pag10-copia-e1428671945313

“Ho un problema nella pancia è stato il kebab! Andiamo a scoreggiare!! Forza piccola, canta con me!”

“Ricordati. Quando non sai che dire, sorridi ed esclama: sarchiapone! E farai sempre la tua porca figura”

“La terza elementare è l’anno della svolta. Si comincia a studiare. Adesso andrò a illustrarti alcune tecniche collaudate per evitare di essere interrogati”

“Allora, attenta bene. Il vero nome di Anima è Sasha, quello di Favij è Lorenzo. Il nome di battesimo di Fedez è Federico Leonardo Lucia. Devi sapere tutto degli youtuber del momento e i cantanti più famosi, così ti guarderanno con rispetto”

“E a me non dai consigli? Io sto per cominciare la prima media e tu vai in terza. Dimmi qualcosa!”

“Scappa, finché sei in tempo”

Il primogenito ha deciso, in un caldo e pigro pomeriggio estivo, di provvedere all’educazione delle sue sorelle minori. Ero quasi più tranquilla quando raccontava loro che erano state trovate in una cesta davanti alla porta di casa.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento

Sogno di una notte di mezza estate

pag10-copia-e1428671945313

Le zampe del gatto sulle piastrelle, leggere come una carezza, un fruscio appena percettibile.
Il respiro pesante di sogni profondi del primogenito, nella penombra della sua stanza.
L’ombra della luce della scrivania, che sul muro diventa un dinosauro dal collo lungo.
L’aria che gira appena tra la camera e il corridoio, alzando in volo un biglietto dimenticato sul tavolo.
Le lenzuola fresche, arrotolate ai piedi del letto come onde prima di arrivare a riva.
Passi veloci sulle punte, di due piedi numero trentadue, che rallentano in prossimità della mia stanza. Lei ha in mano una piccola luce rotonda, che nel tempo di un minuto ti avvolge in tutte le gradazioni del rosa. La camicia da notte preferita, quella coi gattini tanto temuti, oltre le ginocchia. I capelli raccolti in una treccia morbida e imperfetta, per non trovare troppi nodi al risveglio. Esita solo per un attimo, e silenziosa si avvicina ai piedi del letto. Appoggia sul pavimento la luce e sale gattoni, fino a posare cautamente la testa e la treccia sul cuscino a fianco il mio. Respira piano, con un braccio si allunga verso il lenzuolo che le proteggerà i piedi dai mostri nascosti nel buio. Appoggia una mano sulla mia spalla, avvicina il viso ai miei capelli. Respira forte, quasi a riempirsi del profumo di mamma. Mi volto piano, con gli occhi aperti. Lei sorride e chiude i suoi, abbandonandosi al sonno. Un sonno che somiglia molto alla felicità.

Pubblicato in Senza categoria | Lascia un commento