Malta

Diario di bordo del capitano Kirk

data stellare primo luglio duemilaventuno

Malta

Le leggende metropolitane abbondano, qui sulla nave.

Sì dice che due incauti crocieristi, ieri in escursione a Palermo, abbiano avuto l’ardire di acquistare un magnete a una bancarella e per questo siano stati dati in pasto agli squali dal ponte principale, con l’ausilio di Capitan uncino.

Meno poeticamente pare siano stati fatti solo sbarcare, perché colpevoli di acquisto in luogo non autorizzato, ma abbiano conservato salva la vita.

Questi fatti gettano ombre inquietanti sulla nostra fuga in pedalò, che Alcatraz spostati proprio.

Per stare più tranquilli comunque oggi faremo il terzo tampone-in navigazione tra le onde, un’esperienza unica-ché la prudenza non è mai troppa.

La verità è che, se mai ci allontaneranno dalla nave, non sarà per il covid o le trasgressioni, ma a causa dei nostri outfit da scappati di casa nelle elegantissime cene di gala.

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Vips

Il primogenito è corso per i corridoi della nave strappandosi i capelli come Homer Simpson, quando grida “moriremo tutti”

Motivo di cotanto sconforto, la notizia di avere sfiorato l’incontro, a Roma, nientedimeno che con Kim Kardashian.

La mezzana e la piccola sorridono beate da ore riguardando l’ultimo selfie.

In mezzo a loro, nel bar di prua, il noto YouTuber Gianmarco Zagato, l’indagatore dell’incubo. Dopo averlo riconosciuto si sono avvicinate furtive per manifestargli imperitura stima e follow.

A cena, nel tavolo a fianco, una donna appariscente in uno sfavillante tailleur fucsia e grandi occhiali scuri.

È Tina Cipollari, storica opinionista di uomini e donne, programma cult di canale cinque dove sgallettate e sgallettati, giovani e non, si corteggiano per trovare l’anima gemella.

La fiera del trash.

Se di questi nomi non ne conoscete uno, state tranquilli.

Siete solo dei boomer, proprio come me.

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Pizza

Diario di bordo del capitano Kirk
Data stellare ventinove giugno duemilaventuno.

Napoli
Ci siamo affidati ai cinquantadue santi della città, San Gennaro in primis.
Abbiamo affrontato i trentotto gradi del centro storico con la stoicità del martirio, tanto per stare in tema.
Davanti alla facciata di una delle quattrocento trentotto chiese, ci hanno raccontato che nelle mattonelle sono nascosti strani simboli, che si sono rivelati essere un vero e proprio spartito.
Suonato, dà vita a una musica.
La guida ci ha poi spiegato che in alcuni quartieri le donne escono ad accompagnare i figli in pigiama e mollettone sulla testa, affermazione che mi ha definitivamente consacrato partenopea.
Con trepidazione e sudori -non freddi, sempre trentotto gradi ci stavano, come dicono qui-ci siamo avvicinati alla pizzeria consentita dalla dittatoriale compagnia di crociera.
E qui, finalmente, la piccola ha potuto gustare l’originale pizza napoletana.
Tutto è bene ciò che finisce bene, perché la guida ha corso il serio rischio di trovare il suo cranio appeso fuori da una delle famose quattrocento trentotto chiese.

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No uovo no party

Diario di bordo del capitano Kirk

data stellare ventotto giugno duemilaventuno

Roma

Era più di un anno che aspettavamo questa vacanza. giunta come dono di natale un anno e mezzo fa, bloccata dalla pandemia, rimandata per il vaccino.

qualcuno, in famiglia, attendeva solo una cosa, motore e movente per imbarcarsi in questa avventura: mangiare la migliore carbonara della città eterna.

Trentotto gradi ma percepiti cinquantadue, tre figli ma percepiti quattordici, ci siamo avventurati per le vie della capitale seguendo una zelante e preparata guida.

in epoca covid qualunque destinazione autonoma è preclusa, ci si può muovere solo in gruppo.

ed ecco quindi il nostro variegato gruppo arrivare al tanto sospirato ristorante tipico, dove la piccola ha preso le sembianze di un mussulmano alla Mecca, un cristiano alla grotta di Lourdes, un bambino davanti al camino la notte di natale.

Fino al momento della ferale notizia. non abbiamo uova, niente carbonara.

nel corso degli anni ho consolato la piccola per le ginocchia sbucciate, le litigate con gli amici, il podio mancato, malinconie e male di vivere di vario genere.

ma oggi sarebbe servito un crocefisso e il paletto di frassino per uscirne vivi.

nulla ha potuto la amatriciana, il secondo con contorno e dolce tipico.

vendetta è stata giurata.

fossi nel ristoratore, avrei meno paura di una visita a sorpresa della guardia di finanza.

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Si salpa

Dal benzinaio
“Ciao, mi fai il pieno?”
“Ah, pronti per le vacanze? Divertiti!”

Alla cassa del supermercato
“Solo queste due cose oggi? Che fai, parti?”

A casa, il vicino
“Grandi pulizie, si va in vacanza?”

Vivere in una piccola città ha i suoi vantaggi, su tutti l’abbandono totale della privacy.
Quando vai avanti a dieci euro per volta di benzina, paghi due carrelli di spesa alla volta, pulisci saltuariamente certe zone di casa, non puoi nasconderti.
Ebbene sì, si salpa.

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Tredici

Sei arrivata in un giorno caldissimo, nell’estate appena iniziata di tredici anni fa.
Sulle facce dei tuoi fratelli sono comparse delle inspiegabili macchioline rosse, come un contagio. Avrei dovuto capirlo.
Ti chiamavamo Beyoncé per la potenza del tuo pianto e, considerando quanto spesso urli, forse non ci eravamo sbagliati.
Sei la persona più colorata che io conosca.
Se tutti abbiamo un’aura intorno, tu hai un arcobaleno intero.
Hai la sensibilità di cogliere i sentimenti delle persone che hai intorno, una delicatezza nel maneggiare il sentire altrui che fa a pugni con l’irruenza fisica che ti contraddistingue.
Ogni abbraccio un livido, i bicchieri rovesciati, un entusiasmo travolgente che però travolge.
Piccola mia, che ti innervosisci quando fai shopping, urli contro tuo fratello che ti prende in giro, osservi tua sorella con uno sguardo pieno d’amore, anche se non ti presta i suoi vestiti.
Che hai una parola e un pensiero per tutti, perché hai dovuto sgomitare per avere un posto e vorresti che tutti lo avessero.
Che metti tanto impegno in quello che fai, mossa da una curiosità che è un gran dono nella vita, anche se a volte sconfina nell’impicciarsi.
Che vivresti di carbonara e potresti uccidere se fatta con panna e pancetta.
Che ti concedi ancora di essere la mia piccola, anche se piccola oramai non sei più.
Resterà un segreto tra noi, non lo diremo a nessuno.
Buon compleanno amore mio, resti sempre la più bella sorpresa che la vita potesse farmi.
Cresci, ma conserva un po’ di infanzia, continua a praticarla. Strabuzza sempre gli occhi davanti alle novità, sai coglierne la meraviglia.
Buon compleanno, Bianca.

La tua mamma

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In un mare di guai(na)

Sabato sera.

Cena speciale in un luogo romantico e incantevole, una terrazza affacciata su Firenze, il nome dei piatti più lungo del tempo che ci metti a mangiarli.

Classe ed eleganza, che non è esattamente la nostra cifra stilistica come coppia. Non che si vada sempre da Gigi il troione, ma neanche in tanto conclamato lusso.

Decidi che l’abito elegante non può prescindere dall’accoppiamento con la maledetta ma salvifica guaina contenitiva.

Tu che hai una laurea, una specializzazione, sei un essere senziente e dotato di intelletto, ti convinci che è possibile passare da modella di Botero a Chiara Ferragni solo indossando un indumento pubblicizzato su Facebook. Altro che fede, è il tuo personale babbo natale, quello che per i bambini è pensiero magico e in te, adulta, professionista e madre, un abisso di stupida ingenuità.

Deve esistere una legge della fisica che enunci che se cerchi di fregare un corpo, quel corpo si vendicherà.

È così la guaina, un piatto dopo l’altro, si arrotolerà su se stessa provocando lo spostamento degli organi interni e lo svelarsi dei rotolini che hai tentato vanamente di nascondere.

Dalle stelle Michelin all’omino Michelin, a volte, è un attimo.

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C’è movimento

C’è movimento, lassù nell’iperuranio.

La mezzana, novella animatrice dell’oratorio feriale, pare faccia frequenti visite al nostro mondo, abbandonando le alte sfere.

Ogni mattino non batte ciglio per alzarsi, pantaloncini corti e maglietta d’ordinanza, si lava i denti ripassando il balletto del giorno.

Ha scoperto che dosi elevate di bambini, sul lungo periodo, tendono ad affaticare il corpo e l’anima.

Tuttavia, lungi dal farsene un cruccio, ha tirato fuori un’energia che non si immaginava, come un coniglio dal cilindro.

Socializza col seminarista “oh, hai una chitarra, suoni?” “No, la porto in giro per rimorchiare”.

Comincia a conoscere i bambini e i ragazzi che le sono affidati, ne intuisce gli stati d’animo, si accorge se qualcuno resta in un angolo.

E lo fa perché lei stessa è stata una bambina che aspettava, appoggiata al canestro dell’oratorio. Perché ci sono stati momenti in cui non voleva giocare o le mancava la mamma, e adesso li riconosce negli altri.

Ha conosciuto un ragazzino juventino che le ha fatto un grande dono: scoprire che vengono prima le persone di una qualunque disabilità, e che se guardi la risorsa invece che il limite, forse, hai trovato la chiave giusta per stare nel mondo.

Coda alta e marsupio in vita, la vedo uscire ogni mattina col sorriso sulle labbra.

Vi lascio immaginare il mio.

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E voi, tutto bene?

“Blo, abbiamo la borsa frigo? E i ghiaccini? Devo andare al lago con i miei amici e ci portiamo il pranzo. Per risparmiare, sì. Più che altro che il kebab dell’altra volta in spiaggia è risultato un po’ pesante”

“Mamma, dov’è la crema solare protezione due? Vado al lago con le mie amiche. No, non lo stesso lago di mio fratello. Io vado al lago di Varese. Come dici? Non si può fare il bagno? Fa niente, prenderemo il sole, per quello metto la protezione”

“Mami Mami Mami mi dai cinque euro? A cosa mi servono? Beh, è arrivato Zanfretta, il re degli autoscontri e c’è anche una giostra nuova che fa tantissimo vomitare! Cosa? Sì, lo so che i fratelli alla mia età non andavano da Zanfretta la sera, ma pensavo che te ne saresti dimenticata”

Un primogenito che prepara la borsa frigo come una casalinga d’altri tempi, una mezzana che vuole immergersi in un lago dalle acque pure come Chernobyl, una piccola che cerca di truffarmi per fare un giro su una giostra “da vomito”.

E la vostra estate, tutto bene?

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Modalità estate on

Il gatto miagola davanti alla porta, spalancata, per uscire.

Il primogenito apolide girovaga tra mattine di narcolessia, pomeriggi al campetto e serate di griglie.

La mezzana prova costumi compulsivamente, non trova nulla che a suo dire le stia bene quando io darei un paio di anni di vita, per un fisico come il suo.

Frequenta con le sue amiche il corso per animatori dell’oratorio, che inizierà a breve, con l’entusiasmo e il sadismo di chi è passato dall’altra parte della barricata: da animata ad animatrice.

La piccola è molesta. Si aggira per casa inquieta, nel limbo che separa la fine della scuola dall’inizio del l’oratorio, infastidendo l’ultima persona che se lo merita: io.

Fa parte di una ricerca legata alla tesi di laurea di una delle sue allenatrici, quindi fa esercizi extra sotto controllo due volte a settimana. In pratica abbiamo donato il suo corpo alla scienza, speriamo che la scienza se la tenga.

Io mi sono messa a preparare la valigia delle vacanze salvo accorgermi che non manca una settimana, ma due.

Non che ci si possa lamentare ma via, potrebbe andar meglio.

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