Relax, Take It Easy

Sei sola in casa.

Hai controllato in ogni stanza, ne sei certa. Nessun figlio all’orizzonte, solo un felino che russa acciambellato sul letto.

Decidi che puoi farlo, te lo meriti, questa vita da schiava Isaura non ti appartiene.

Riempi la vasca alla temperatura giusta, abbassi le luci, metti un po’ di musica su Spotify che, per una congiunzione astrale più unica che rara non è in uso alla progenie.

Versi una dose abbondante di un bagno/doccia/rilassante/profumato/rinvigorente della stessa consistenza dell’olio per friggere, uno degli elisir di bellezza della mezzana.

Ti immergi sorridente e grata, giuri a te stessa che non risponderai al campanello né al telefono.

All’improvviso, caracollante e goffo come sempre, il piccolo felino sbuca dalla porta, incuriosito dall’insolita scena.

Con l’agilità di un cinghiale salta sul bordo della vasca, appoggiando i morbidi cuscinetti delle zampe su una chiazza del benefico olio da bagno, innescando una reazione a catena che lo catapulta diretto nell’acqua alta.

Come se avesse le molle salta immediatamente fuori dalla vasca, non prima di avere artigliato tutto quello che trovava.

Le mie ferite sono solo superficiali, la prognosi è sciolta e il gatto quasi asciutto.

Da domani, doccia.

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Sei sbocciata all’improvviso, come fa l’Echinopsis. Sai cos’è?
È una pianta, un cactus per la precisione.
Sì, lo so che può sembrare poco lusinghiero il paragone con una pianta grassa. Ma ha una particolarità: se ne sta lì buona buona e poi, una notte, mentre tutti dormono, fiorisce ed è un’esplosione di colori e bellezza.
È successo anche a te, negli ultimi mesi.
Sei sbocciata in grazia e beltà, come la bella addormentata. Ci hai fatto l’onore di scendere dall’iperuranio e forse quello che hai trovato non t’è dispiaciuto. Hai preso coraggio e fatto esperienze, sei uscita dal guscio e stretto nuove amicizie.
In tutto quello che fai c’è cura, a eccezione dell’ordine nella tua stanza che, diciamocelo con franchezza, è davvero pietoso.
Tu con la tua beauty routine, i top che fanno vedere la pancia e i grattini la sera sul lettone.
Sei attenta e partecipe, a volte pure troppo. Ti sintonizzi sulle emozioni degli altri e sai restarci, anche quando sono cariche di dolore.
Vorresti avere cura di me ed è bellissimo. Però, amore mio te lo devo dire, sono ancora io quella che si prende cura di te.
Perché vederti crescere è un onore e un privilegio grande, anche quando ti sgrido perché non studi abbastanza, quando mi accompagni al supermercato solo perché vuoi un mascara nuovo, o discutiamo per l’orario di rientro serale, sempre troppo presto per te e troppo tardi per me.
Ecco, in ogni momento sono orgogliosa di essere la mamma di quella faccetta lì, così simile a me è così tanto più bella.
Oggi compi sedici anni e assomigli sempre più alla donna che sarai.
Io, però, vedo ancora la piccoletta scatenata che ha sempre avuto fretta di crescere.
Buon compleanno, mezzana del mio cuore.
Buon compleanno, mia adorata Sveva.

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Try hard

In treno

“Minchia Bro”

“Bella fra”

“Oh, ma l’hai visto il prof nuovo di tecnologia? Sembra Salvatore Aranzulla”

“Io ho visto cosa è diventata la Martina di quarta c. Tanta roba, troppa grazia”

“Sì fra, ma sta con quello grosso, lascia stare”

“Oggi motoria, c’ha fatto correre una vita, ho lasciato giù i polmoni. Però ho traiardato* mica male, bro”

“Ma quanto siamo su ‘sto treno? Era meglio la Dad, meno sbatti”

“Eh ma così non vedevi la Martina, fra”

Minchia bro, bella fra.

Bentornati. Un po’ ci eravate mancati.

*neologismo da try hard, sforzarsi

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Priorità assoluta

“Oh, questo sì che mi piace”

“Hai visto il video?”

“Sì!”

“Bene, sono contenta. Dimmi cosa ne pensi. A me è piaciuto, ma non voglio condizionarti. È una cosa tua, io sono qui e vedrai che insieme troveremo la via migliore. Capita di essere confusi alla tua età, su scelte tanto importanti, la paura di sbagliare. Però che emozione costruire il proprio futuro! Avere tante strade possibili da scegliere, scoprire le proprie passioni…sì, la scelta della facoltà è davvero un momento da ricordare. Allora, com’è il video di presentazione?”

“Blo, deve esserci stato un misunderstanding. Ho guardato un episodio di Hallo Spank. Divertentissimo ahahahahah. Adesso scusa, ma vado al campetto”

È così il primogenito quasi maggiorenne, più alto di me, con la barbetta e i baffi, invece che i video di presentazione dei vari atenei s’è guardato comodamente un cartone animato.

Tra biologia e psicologia, ha scelto il tormentato triangolo amoroso tra il cane Spank, il gatto Torakiki e la siamese Micia.

Quando si dice la priorità.

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Coming soon

A chi pensa con rammarico che da lunedì la sveglia riprenderà a suonare troppo presto.

A chi è pronto con gioia a barattare ore di sonno con la mattinata senza figli.

A chi ha acceso un mutuo per le copertine di colori diversi per ogni quaderno, l’astuccio di Chiara Ferragni, le penne cancellabili di tutte le gradazioni del Pantone.

A chi osserva sgomento le liste di arte e tecnologia, chiedendosi se suo figlio debba progettare il Partenone tra la quinta elementare e la prima media.

A chi sta ancora cercando i libri di testo usati o in regalo, ché la cultura è fondamentale ma anche mangiare non scherza.

A chi deve ancora capire come essere alle otto al lavoro e contemporaneamente fuori dal cancello 2/b della primaria.

A chi stira un grembiule che sarà appallottolato in fondo allo zaino alla fine del primo giorno.

A chi aspetta un insegnante di sostegno.

A chi spera di ritrovare quello dello scorso anno, e chi no.

A chi comincia un ciclo, o ne finisce un altro.

A chi correrà per prendere il posto in fondo, e chi rimarrà in prima fila.

A chi amministra il gruppo whatsapp 4F.

A chi ha silenziato preventivamente il gruppo whatsapp 4F.

A chi non vorrebbe andare ma è ancora nell’obbligo.

A chi vorrebbe non presentarsi ma è il professore.

A tutti, buona scuola

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Come nella Silicon Valley

“Blo, è un problema se oggi vengono dei miei amici? Abbiamo un pranzo di lavoro”

“Scusa?”

“Un pranzo di lavoro, dobbiamo discutere del drop shipping, valutare i prodotti”

“Valutare i prodotti”

“Sì, anche ragionare della apertura di una partita iva”

“Una partita iva”

“Blo, tuttapposto? Mi sembri l’eco, ripeti le ultime parole che dico”

“Scusa, ma sono un po’ confusa. A parte il fatto che sei minorenne e al massimo puoi aprire la portiera dell’auto lato passeggero, altro che partita iva. Ma poi cosa sarebbe questo dropshipping?”

“Ti mando un video che spiega tutto, tranquilla che è un business. Serve solo un piccolo investimento iniziale”

“Ah beh, se c’è un video…e chi dovrebbe mettere il piccolo investimento iniziale?”

“Indovina”

Oggi a casa mia s’è consumato un pranzo di lavoro di altissimo livello. In pratica davanti alle mie trofie allo speck e besciamella gratinate al forno potrebbe avere visto la luce la nuova start up del futuro.

Sono la madre del novello Zuckerberg e neanche lo sapevo.

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La zucchina imbruttita

È mattino, presto, troppo.

Stai andando a lavorare in macchina e hai sonno, ascolti la radio pensando a modi creativi per vivere sempre in vacanza, tipo rubare un gratta e vinci milionario dalle mani di un’anziana.

All’improvviso freni, perché la strada è bloccata da una automobile, mollata lì con le quattro frecce. Bloccata lì anche tu, perché la via è stretta.

Basta un attimo e l’imbruttito si impossessa della tua anima, mano sbattuta sul volante, occhi al cielo, teatrali sospiri.

Parolacce, ché non possono mancare.

Mano che tamburella nervosa sul clacson trattenendosi da strombazzare furiosamente.

La rabbia che si riversa tutta lì, su quelle quattro ruote che hai davanti, colpevoli all’improvviso del tuo sonno, dei panni da stirare, la bolletta da pagare, il fatto che non sei sdraiata sulla spiaggia di Koh Phi Phi in Thailandia. La colpa è tutta sua, di colui o colei che ti sbarra la strada.

Poi, quel colui o colei si palesa.

Un anziano signore in braghe corte e cappellino, con l’andatura a scatti e un po’ robotica che l’avanzare degli anni a volte purtroppo regala.

Tra le mani tiene una enorme zucchina trombetta e sorride, come se reggesse un oro olimpico o la spada di re Artù faticosamente estratta dalla roccia.

La solleva un po’,come un cenno di saluto nella mia direzione, risalendo lentamente in macchina.

Ed è allora che l’imbruttito ti abbandona, lasciandoti pure la sensazione di essere un po’ scema, per esserti arrabbiata con una zucchina trombetta.

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Come un koala

“Mamma, bentornata a casa. Sarai stanca. È così la tua meravigliosa figlia ti ha preparato una sorpresa! Vieni, siediti”

“Una sorpresa della mia meravigliosa figlia? Giornatona ggi, eh”

“Non essere ironica e vieni in cucina. Ti ho preparato il dolce!”

“Il dolce? Sei stata carina ma sai che mamma cerca di non mangiarne troppi, sai la prova costume del prossimo anno…”

“Non dire altro! Questo è un pancake iperproteico, a bassissimo contenuto di grassi, carboidrati, zuccheri. L’ho dolcificato col miele! Con questa sana alimentazione e un po’ di sano movimento saremo tutti più in forma!”

“A parte che tu arrivi a stento alla quaranta, comunque basta che mi sembra di essere la madre di Jill Cooper. Dai qui, che assaggio”

“Eccoli. Allora? Allora? Ti piace”

“…”

La mezzana, che oltre ad essere make up artist mi è pure personal trainer, ha cucinato dei bellissimi e sani pancake per la famiglia.

Peccato che il miele con cui ha abbondantemente dolcificato fosse quello balsamico all’eucalipto che usiamo per la tosse.

Con un paio di respiri posso gelare la cucina come Elsa di Frozen, e il gusto mi ha abbandonato senza prendere il covid.

In giornata non sono più riuscita a mangiare nulla, quindi l’obiettivo fitness è stato felicemente raggiunto.

Seguiteci per altre ricette.

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A settembre

Ho scelto un martedì, che diventasse il mio lunedì.

Perché ogni inizio è un impegno, anche quando riprendi ciò che avevi solo appoggiato, solo per un po’, solo per riposarti.

A volte sembra che quando riprendiamo quelle borse pesanti che sono le nostre quotidianità, siano più pesanti di prima. Anche se sei riposato, hai nuove energie, i muscoli caldi e pronti.

Il mio settembre è sempre il mese della incertezza.

Il chiedermi se riuscirò di nuovo a tenere insieme le borse, che nel mio caso sono piene di lavoro, figli, accompagnamenti, moduli da compilare, iscrizioni, pensieri, sport, spesa, la spia della macchina che si accende.

Se saprò tenerle in equilibrio senza farle cadere, dosando le forze perché non si rompano i manici.

Se avrò la costanza di portarle per tutta la strada.

So già che ogni tanto mi fermerò a far riposare le braccia, il cuore e la testa.

Questo settembre ci porta nell’anno degli esami di terza media della piccola, l’ingresso al triennio liceale per la mezzana, la maturità del primogenito.

Le probabilità che a giugno io abbia aperto un chiringuito sulla spiaggia di Guarajuba, in Brasile, sono altissime.

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Cercasi Alberto

Purtroppo ancora nessuna notizia da Alberto Angela ma sento che questa sarà la volta buona.
Oggi ci dedichiamo infatti ad un approfondimento serio e scientifico sul suggestivo e famoso lago di Garda.
Nello specifico, parleremo di Bennie.
Forse non tutti sanno che, come Nessie per Loch Ness, anche il nostro Garda ha il suo mostro personale.
Avvistato già nel medioevo, rivisto più di recente su sponde diverse, Bennie -da Benaco, altro nome del Garda-parrebbe un incrocio tra un serpente e una balena. Ma niente paura: viene considerato un mostro “buono” che non ha mai attaccato nessuno, ed anzi, nell’immaginario locale viene dipinto come un bonaccione, il timido guardiano del lago, che lo protegge dall’inquinamento e dallo sfruttamento eccessivo da parte degli esseri umani.
Per scovarlo è stato addirittura chiamato
Jeremy Wade, biologo conduttore del programma River Monster. L’esperto in realtà ha catturato un enorme pesce siluro di oltre centoventi chili e due metri di lunghezza. Insomma, grandi grigliate e fritti misti, ma ancora mistero fitto sulla sorte di Bennie.

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