
Lascio al direttore il racconto più serio di un capitolo tanto drammatico della storia, mentre io racconto di Gustav, un piccione viaggiatore della Royal Air Force.
Gustav era un esemplare grigio selezionato e addestrato. Il suo addestramento prevedeva voli progressivi tra cinquanta e 250 chilometri-e io che mi lamento degli anelli di dieci-simulazioni in condizioni meteorologiche avverse, esposizione a venti sostenuti e utilizzo di capsule impermeabili per il trasporto dei messaggi.
Alle 5.45 del 6 giugno Gustav fu liberato appena cominciate le operazioni di sbarco del celebre D Day, con un messaggio racchiuso in una capsula impermeabile. Il messaggio informava dell’avvenuto sbarco delle truppe alleate e delle prime condizioni operative registrate sulle spiagge.
Volò per circa cinque ore, per 240 chilometri fino a Portsmouth, Inghilterra.
Gustav superò sorvoli di aerei tedeschi, bombardamenti navali e raffiche di mitragliatrice, mantenendo una traiettoria precisa grazie al suo straordinario senso dell’orientamento.
Per la missione compiuta durante il D-Day, Gustav ricevette la Dickin Medal, il più alto riconoscimento britannico conferito agli animali impiegati in servizio militare, con una cerimonia solenne.
E fin qui una storia di eroismo.
Tornato in patria, il povero Gustav perse la vita, accidentalmente calpestato da un addetto alla pulizia.
Ironia della sorte, sopravvisse al fuoco nemico ma non alla ramazza della signora delle pulizie.