
Ci siamo.
Abbiamo provato a spostare la data, rimandare, dire che ci eravamo sbagliati.
E invece oggi succede.
Tu che fai tutto per ultima, e zitta zitta e quatta quatta impari da tua fratello e tua sorella maggiori, bruciando tappe prima degli altri.
Fratelli che mi accusano -sono innocente, vostro onore- di viziarti, concedere, sorvolare. Magari é così o forse all’ultimo figlio le maglie si fanno più larghe, la pazienza per la terza adolescenza si gratta via dal fondo del barile.
Oppure, più probabile, quel tuo faccino mi incanta da sempre, mi seduce e mi frega.
Tu che sei la Piccola, nonostante le evidenze scientifiche ci dimostrino il contrario-sei più alta di me-e io soffro di evidente dismorfismo: ti guardo grande, bella, solare, e vedo quella bimba piccina dall’arrabbiatura più veloce del west.
Però mi sforzo, amore mio, e riconosco la meraviglia del tuo essere diventata grande. Il tuo impegno nella scuola, i progetti per il futuro, le relazioni sempre più ramificate che intessi.
É come quando ti osservo fare i salti pazzi a ginnastica: prendi una rincorsa fortissima e a un certo punto sei lì, in aria, a testa in giù a roteare in un modo che nemmeno credevo possibile. A volte gli atterraggi sono più fortunati, in altri si incarta il ginocchio, ma intanto hai volato.
Quel volo oggi lo sancisce anche la legge, che ci dice che a diciotto anni si diventa grandi.
Io a volte un po’ paura di quel volo ce l’ho, lo ammetto. Come nella bella addormentata, vorrei bruciare tutti gli arcolai del regno per non farti pungere.
Ma so che non é possibile e allora mi affido all’energia della tua rincorsa.
Buon compleanno amore mio, sono arrivati i diciotto.
Ti voglio bene,
La tua mamma
Post più commovente che mai.
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