
Il camambert a colazione.
La pioggia, il sole, la pioggia, il sole, la pioggia il sole. In una alternanza perenne.
Le maniche lunghe dopo una estate infinita.
I luoghi della guerra, degli orrori e degli eroi.
I tetti di ardesia, le mucche nei prati.
Le eglise dalle guglie altissime, i gargoyles che spuntano. La baguette calda, l’espresso allungato. Un direttore e una pedagogista che si aggirano parlando come l’ispettore Clouseau della pantera rosa. Il burro, croce, delizia e cellulite. Le boulangerie, patisserie e chocolaterie.
Le spiagge da ricordare, ma non per i tuffi.
Il numero di connazionali, ché pare di essere in vacanza sulla riviera romagnola.
I frutteti di mele, il calvados e il sidro.
Le case a graticcio, le persiane blu.
Le luci sulle cattedrali, la notte.
Le falesie bianche, i buchi delle bombe nei prati.
Au revoir, Normandia. Si va in Bretagna.