Ovini di Pasqua

Una mattina qualunque, non sono ancora suonate le sette.

Come ogni giorno la sequenza dei gesti è la stessa, rassicurante, a tratti alienante.

Apro le persiane del mio bagno, la luce si insinua nella stanza.

Nel giardino dei vicini lei è lì, e mi guarda.

Con le corna arrotolate, sul muso un’espressione interrogativa, le zampette magre.

Una capra.

Chiudo le persiane, mi fermo un attimo, rifletto. I vicini hanno due cani e un gatto, ripasso mentalmente.

Brutti scherzi il risveglio.

Riapro le persiane, lei è ancora lì.

Con le corna arrotolate, sul muso un’espressione interrogativa, le zampette magre.

Una capra.

Arretro un passo, con la mano a conca annuso il mio alito. No, non ho bevuto. Sono sempre astemia.

La capra è sempre lì, che mi osserva, ed è forse più stupita di me nel vedermi in pigiama e coi capelli arruffati alla finestra.

Lei è Ornella, la capra che i miei vicini hanno adottato per salvarla da un giro al macello.

Ornella, diventeremo amiche.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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Una risposta a Ovini di Pasqua

  1. Onda ha detto:

    Un benvenuto alla nuova vicina!

    "Mi piace"

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