
C’è A., alle prese con un figlio nell’ultima fase della adolescenza, che le ha dato un bel da fare negli anni passati. Risentimento, rabbia, è colpa tua, gli altri fanno/non fanno questo o quell’altro, tutto il prontuario del giovane adolescente.
Quando lui le telefona, sul cellulare di lei appare il figliolo da bambino, con un grande sorriso, di quelli con qualche dente in meno che smuovono a tenerezza il più duro dei cuori.
Lei guarda quell’immagine, si ricorda di quanto lo ama, ed è pronta per affrontare litigi, malumori, richieste.
Anche lei è A., ma con un nome diverso.
Due figli maschi, piccoli, con la passione della natura, degli animali e dei bastoni. Il che significa, tra le altre cose, camminare in un bosco, seguire stupiti un coniglietto, un passerotto, qualunque bestiola che passi di lì e evitare che tra fratelli si prendano a bastonate durante il tragitto. Quando la situazione degenera, A. si toglie dalle spalle uno zainetto, che Mary Poppins avrebbe solo da imparare, ne estrae un pacchetto e consegna ad ognuno un tarallo dell’amicizia. Con le briciole sulla bocca e i taralli della pancia, i due dimenticano -per un po’-lotte e bastoni.
Infine c’è B, tre figli,un maschio e due femmine, una vita complicata. Quando erano piccoli, l’ora della nanna si protraeva estenuante tra favole, massaggi e grattini. Ciononostante, c’era sempre qualcuno che si frapponeva tra lei e il suo sancito e sacrosanto diritto di andare a letto.
Un bel giorno B si è inventata la polverina magica, custodita nelle tasche del pigiama e che, sparsa in piccole dosi sugli occhi chiusi, garantiva un addormentamento pressoché istantaneo.
Ha funzionato alla grande, fino alla adolescenza dei tre.
La fantasia è femmina, il genio è mamma