Finché la barca va

Visitare tanti luoghi in così poco tempo, ritrovarsi circondati solo dal mare, dormire cullati dal dondolio delle onde, osservare la linea dell’orizzonte che cambia di continuo.

La nostra prima crociera è stato tutto questo, e molto altro.

Ma poi.

Tra una piscina idromassaggio e una scalinata di vetro sembra a volte di essere in un film di Verdone, con personaggi improbabili e variopinti.

Come il signore che è rimasto pervicacemente a bordo per otto giorni, senza scendere mai neanche fossimo sull’arca di Noè e aspettasse la colomba bianca con l’ulivo.

O la signora che si è rifiutata di sbarcare in Albania perché “non sono mica un clandestino al contrario”.

La cabina. Dodici metri quadri per quattro farebbero venire alle mani pure gli evangelisti, figuriamoci noi. All’ordine del giorno sparizioni, apparizioni, levati che c’ero io, dove vado che c’è la parete, esci dal bagno che ci sono anche gli altri, il mio caricatore chi l’ha preso?

Il buffet. Luogo di perdizione e peccato che offre cibo ipercalorico venti ore su ventiquattro. La piccola va tenuta a debita distanza, è più sicuro portarla al casinò.

Il fotografo di bordo. Ha immortalato tutti i nostri momenti da ricordare, rimasti appesi per giorni alla parete del Photo shop. Io furibonda con la mezzana che non molla il cellulare a tavola, con il grande che litiga con la mezzana, la piccola con il muso perché le è stato vietato l’accesso al buffet, sempre la piccola che cerca di stendere il fratello con una mossa di kung fu al ristorante. A venti euro l’una, non c’è immagine che ci ritragga tutti sorridenti.

L’abbondanza. Di cibo, attività, locali, possibilità. Io, che mi sento a disagio all’ipermercato davanti a dieci diversi tipi di ricotta, mi estraneo e smarrisco di fronte a cinque ristoranti aperti giorno e notte.

“Look! The dolphins!” E tutti fuori dai ristoranti, dalle cabine, dalla spa di corsa e alla fine neanche l’ombra di un cetaceo, che probabilmente se la ride sotto le onde insieme al suo branco.

La rifaremmo? Probabilmente sì.

La rifaremo? Chissà.

Nel frattempo, un minuto di silenzio per la piccola che, abbandonato il buffet, è tornata alla cucina di mamma.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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