Di fenicotteri e calcagni

In ordine sparso ma tutto nella stessa, drammatica, giornata

In farmacia, mentre aspetto che il poss mi restituisca il bancomat per andare a casa, colgo uno sguardo diverso sul volto del farmacista.

Inclina leggermente il capo e con voce bassa e suadente mi dice “signora, mercoledì sera la aspetto qui. C’è l’opportunità di misurare la densità del calcagno per individuare l’osteoporosi”

E così dicendo allunga mellifluo verso di me un opuscolo in bianco e nero, dove ancora sotto shock leggo i destinatari di questa entusiasmante campagna: le persone oltre i sessantacinque anni, le donne in menopausa e i casi di obesità grave.

Col tono di voce che riservo al primogenito dopo che ha preso quattro in fisica e ho già pagato le lezioni private, gli chiedo a quale categoria secondo lui dovrei appartenere per non farmi scappare questa succulenta misurazione del calcagno. Il disgraziato farmacista balbetta scuse sconclusionate e scompare per rispondere a un misterioso telefono mai squillato, salvandosi la vita.

Al supermercato.

Passeggiando tra le corsie la mia attenzione viene attirata da un portavasi da giardino, a forma di fenicottero. Così su due piedi e senza logica alcuna -non ho il giardino, odio le piante e i fenicotteri- decido che deve essere mio. Allungo la mano per prenderlo, ma lui sfugge, cade sopra al fenicottero accanto frantumandolo per finire sul televisore led trentadue pollici in offerta a centoquarantanove euro e novanta che si infrange sul pavimento dell’altra corsia.

La signora accanto a me prende il marito per la giacchetta intimandogli “Alfredo scappiamo, sennò pensano che siamo stati noi!”

Io resto pietrificata come era il fenicottero prima che cercassi di prenderlo.

Nel parcheggio, accendo la macchina quando un signore canuto mi bussa al finestrino. Abbasso sospettosa il finestrino e lui, garrulo, mi informa che ho un faro spento, il manico della borsa fuori dalla portiera e che forse è il caso di darle una bella lavata a questa macchina, eh.

Torno dalla mia friggitrice, che è meglio.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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2 risposte a Di fenicotteri e calcagni

  1. Enrica Mai ha detto:

    ho immaginato le tue espressioni…da morire ho ancora le lacrime agli occhi . Sei fantastica

    Mi piace

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