Grazie, eh

“Sono arrabbiata, furibonda e offesa!

Ecco, non vieni mai. Io ho fatto il pennello, la rovesciata sulla trave e il salto sul trampolino. E tu dov’eri? Non c’eri a vedermi. Se non mi vedi quando mi alleno come fai a sapere se divento brava? 

I miei fratelli hanno le partite, ma io niente, la ginnastica è una cosa seria e tu la prendi così, ti basta portarmi e tornare a prendermi”
“A me sembrava già parecchio”
“Ancora pasta? Davvero? Mamma, basta, l’abbiamo mangiata anche l’altro ieri! Non si possono mangiare sempre le stesse cose, non fa bene. Mi faccio le uova strapazzate. Anzi no. Pane e mortadella ne abbiamo? Idea! Ordiniamo la pizza. Io würstel e patatine, al solito”
“Quindi la vuoi in bianco, la pasta? Buon appetito”
“Mother, come sarebbe che non puoi? Ma cosa ti costa portarci al raduno di magia? Siamo solo in cinque. Si, ho capito che è domenica mattina, ah già, non sai dove mettere le sorelle. Ecco, perché non sono figlio unico? Che sofferenza. Sarebbe tutto per me, anche il tuo tempo”
“Non ho detto che non posso, ho detto che non voglio. È diverso” 

Ma guarda. Era la giornata mondiale della recriminazione e ingratitudine filiale e io non lo sapevo. 

Chissà se sono ancora in tempo per chiamare mia madre.

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About BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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3 Responses to Grazie, eh

  1. Avatar di paroledipolveresite Paroledipaola ha detto:

    O……O…….. mi spiace.

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