La solitudine, quella vera

È il declino, l’inesorabile fine, il punto d’arrivo.

I segnali c’erano tutti ma io, ingenua, non li ho voluti vedere né prendere sul serio.

Avrei dovuto capirlo, e invece.

Ha cominciato Pasquale, che dopo quasi un anno di onorato stalkeraggio domenicale ha smesso di colpo di scrivermi in privato “buongiorno, che sia un giorno di luce”. 

Ma non mi sono preoccupata, certa che il buon Pasquale avesse trovato una persona vera e non una fotina in bianco e nero a cui dedicare parole tanto poetiche.

Poi però si è aggiunto Gustavo, che dall’oggi al domani ha sospeso i quotidiani invii di “buongiorno, kaffè??”

Allora ho cominciato a farmi delle domande.

Ho capito che qualcosa stava succedendo quando “Il portatore di verità” -nickname di un certo livello- ha rinunciato a convincermi che la terra sia piatta e che i rettiliani conquisteranno il mondo.

Nell’ultimo mese, poi, non sono stata taggata nemmeno in un evento alla discoteca “Profondo rosso” e nessuna Patty ha detto di essere con me alle giornate del dimagrimento. Si sarà arresa pure lei, chissà.

E non è tutto. Basta John Smith, Kevin Ghetz, Robert Bord che mi chiedono l’amicizia dall’America, scintillanti nelle loro divise dell’esercito.

E basta anche Alina, Amina, Yassina, sorridenti e svestite in pose forse poco naturali ma di sicuro effetto.

Addirittura non sono stata avvisata di non accettare l’amicizia di Tizio e Caio che mi avrebbero sicuramente rubato l’account. Insomma, esclusa anche dalle catene.

E non sono più stata iscritta in un gruppo a mia insaputa, se si escludono “sei di Magenta se…”, “le mie meraviglie a punto a croce” e “Attacco ai poteri criminali dello stato”, ormai settimane fa.

Sporadici ormai anche i “sei bellissima, adoro le bionde” o i “bei racconti, i tuoi, hai figli?”

Ah, che sofferenza la web solitudine.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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