Familia

 Sono i letti da rifare ogni mattino, con le coperte arrotolate ai piedi, le finestre da aprire per far girare l’aria.

È il latte nel frigo e il succo in dispensa, qualcuno pronto a dirti che stai proprio male vestito così.

È il braccio che si allunga dietro la porta per passarti il rotolo della carta igienica, lo sguardo che ti intima di attaccare il telefono, la bottiglia d’acqua in frigo che fuori fa caldo.

È il posto dove torni con la bici la sera, le gambe veloci sui pedali ché fuori fa buio ma ad aspettarti c’è una luce accesa.

È la risata di pancia, un ricordo per tutti, le foto sulla mensola.

Sono le scarpe spaiate, le biciclette abbandonate, i vestiti rubati.

È raccogliere zaini da terra, lacrime dagli occhi, consensi per un piatto particolarmente ben riuscito.

È addormentarsi storti su un divano rosso, un braccio abbandonato su cui si strofina un gatto.

È fare la spesa, allungare un elastico a chi si sta facendo la coda, finire le merendine e non dire niente.

È dare la colpa e la ragione, il telefono muto e il dialogo sordo.

È scendere in guerra per la presa del cellulare, lo shampoo finito, l’acqua calda che se ne va quando qualcuno apre un altro rubinetto.

È fare il tifo a una partita che stai perdendo cinquantotto a due, anche sei seduto in panchina, le foto ricordo del saggio di ginnastica a Natale, la trasferta insieme la mattina di Pasqua.

È una tazza di tè caldo quando senti il cuore freddo, i piedi scoperti davanti a un film, ché la coperta non basta per tutti, un massaggio sul collo se la vita si fa troppo pesante. 

Sono le coperte rimboccate, le porte sbattute, le parole non dette. 

Gli abbracci e le spinte, i sorrisi e i musi lunghi, il chiacchiericcio prima di dormire e le urla tornati a casa.

È la gelosia e la tenerezza, l’amore e l’odio, la vacanza e il quotidiano.

È la voglia di stare dentro e quella di scappare lontano.

È il palcoscenico con il sipario ancora tirato, il camerino di prova del mondo là fuori.

È dove abitano la guerra e la pace, la cura e la trascuratezza, l’attenzione e la disattenzione. 

È una famiglia.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...