In cinque

“C’è una penna sul tavolo, di chi è?”
“Ma cos’è questo rumore di fondo? Mi pare di sentire delle voci” “è la radio di nonna, dice che fa compagnia”
“Mmmm, buono il polpettone mamma, peccato per la carne che rovina un po’ il sapore dell’aglio”
“Cosa facciamo per cena?” “Pasta al pesto, no?” “Ancora??”
“Ma qui gridate sempre così? Ma il campanello suona senza tregua?”
“No grazie, non ho bisogno. Ho già trovato il supermercato, la chiesa, la farmacia e il parrucchiere. Il mercato, la tabaccheria e la fermata dello scuolabus. Ah, ho raccolto i mughetti nella pista ciclabile”
Ricominciare la convivenza nell’emergenza è facile, proseguirla nella quotidianità stranisce. La nonna è con noi da meno di una settimana e si é già perfettamente integrata in casa e sul territorio. Il mio armadio non è mai stato così in ordine, il piccolo gatto felice come una pasqua per l’abbondanza di coccole, il pane fresco in tavola tutti i giorni. Nel frigorifero ogni cosa ha trovato un posto, in cucina ci sono i fiori appena colti e la sera c’è una voce in più per leggere storie. I bambini sono contenti e io mi ritrovo a fare la figlia oltre che la madre. E, aglio a parte, non è poi così male.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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