Rosso fuoco

In principio è stata una fiamma, rossa e ribelle, che un vento fortissimo che spazzava il cielo ha portato nel posto sbagliato. Poi è stato spavento, concitazione, tentativi vani di arginare l’inarginabile. Poi sono arrivati loro, con la divisa colore del fumo e il casco sulla testa, che camminano sui tetti con la disinvoltura dell’uomo ragno e la calma di Gandhi. Che hanno spento le fiamme ma non la paura, lasciando una casa con una voragine vista cielo, la fuliggine sui muri e l’acqua sul pavimento. Lasciando pezzi di vita sparsi qua e là in una forma diversa, deformata dal calore, e un odore pungente che si attacca ai vestiti, sui capelli e nell’anima. Dei libri che non si leggeranno più, le foto con gli angoli accartocciati, l’orologio della cucina fermo sulle sette. La casa avrà bisogno di tempo, lavori e pulizia per tornare quella di prima. La nonna indomita e coraggiosa, sua proprietaria, ha dato comunque quattro giri di chiave alla porta prima di andare via. Con un pigiama in un sacchetto è approdata nella casa dove la aspettavano tre nipoti e due gatti. Pronti per ricominciare.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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