Anniversario

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“Lo sport più di moda dell’estate 2015, perlomeno a casa mia, e’ ufficialmente il preparare valige”

Cominciava così, un anno tondo fa, il mio primo post .
Il lettone era invaso da calzettoni, magliette, mutande e scarponi. Sul pavimento gli zaini, un borsone, il sacco a pelo e le creme solari. Sul comodino due lunghissime liste stropicciate dall’uso, indicanti il materiale necessario per la degna sopravvivenza dei minori in campeggio o al basket camp. Che poi, sarebbero bastate due sole parole su un post it fosforescente: “portate tutto”.
Un anno giusto è passato, e il lettone è nuovamente invaso da felpe e pile, pantaloncini e canotte, infradito e giacconi. Accappatoi e costumi, divise e bagnoschiuma, lenzuola e spazzolini.
Tutto come un anno fa. Sembrerebbe non essere cambiato nulla. Ma i cambiamenti sono come il vento, li senti senza vederli, spostano delle cose e ne portano delle altre. E questo è stato un anno parecchio ventoso. In quel primo e timido post raccontavo la fatica delle partenze e la frenesia della preparazione. Davanti a quel lettone invaso, alle scarpe mancanti, le maglie stropicciate e i calzini spaiati, ricordo di essere stata presa dallo sconforto e da quello strisciante e inesorabile senso di inadeguatezza che spesso le mamme provano. Mi veniva da piangere, e allora mi sono messa a ridere. Ho lasciato il disordine e il dovere, preso il cellulare e cominciato a scrivere. E a sorridere di più. Mentre condividevo quelle parole su un social ho terminato di preparare zaini e borsoni, fatto le ultime e inascoltate raccomandazioni ai figli vagabondi e li ho salutati una mattina presto asciugandomi gli occhi nel piazzale dell’oratorio. Nel frattempo qualcuno leggeva, forse rideva, magari si ritrovava in quelle poche parole. Una mamma si è riconosciuta nel disordine, un’altra nella fatica della separazione, un papà nel senso di inadeguatezza. Io non lo sapevo, che da quel giorno tante parole ancora sarebbero venute.
Non sapevo che in quest’anno avrei raccontato di pallacanestro e lasagne, mare e montagna, scuola e supermercato, gioie e dolori, tentativi ed errori. Non sapevo o forse sì che l’eccezionale si nasconde nella normalità e che la quotidianità può essere una tragedia quanto una commedia. Non immaginavo che tanti sarebbero arrivati e come le parole portino persone. Parole che lastricano ponti e generano incontri. E anche qualche scontro.
Festeggio questo primo anniversario così come ho cominciato: chiudendo la cerniera di un borsone colmo.
Sempre pronta per raccontare un nuovo viaggio.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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