Parcheggio caliente

Parcheggio di un grande ipermercato, pochi minuti all’apertura.
Spengo il motore, guardo con attenzione lettera e numero per non fare la solita fine, ovvero vagare dopo la spesa alla ricerca della macchina, trovandola un attimo prima della denuncia ai carabinieri per furto. Prendo il cellulare, lo butto in borsa e apro la portiera. Lo sguardo si posa involontariamente sulla macchina parcheggiata di fianco alla mia, un’utilitaria grigia. Davanti non c’è nessuno, solo giacche buttate in modo disordinato. Nei sedili posteriori ci sono due persone, un ragazzo e una ragazza. Si stanno baciando. Appassionatamente. Di  lui si scorge solo la nuca, tenuta salda da una mano con le unghie perfette e decorate, di quelle che serve un pomeriggio intero per finire. Lei ha i capelli lunghi castani e una marcata linea nera di eye liner sulle palpebre, che fa tanto Cleopatra. Distolgo lo sguardo rapida, non vorrei passare per spiona anche se, a ben vedere, un centro commerciale in pieno giorno non è esattamente il tempio della privacy. Mi dirigo decisa verso l’ingresso, alla ricerca di una giacca più leggera per la figlia di mezzo. Vago più o meno per un’ora, tra vetrine e caffè, vestiti colore della primavera e scarpe col tacco impossibile. Non trovo la giacca per la figlia, perché avere dieci anni nel corpo di una sedicenne rende lo shopping un po’ più complicato e spesso infruttuoso. Torno alla macchina di corsa ricordandomi fortunatamente lettera e numero. Loro sono ancora lì, avvinghiati, a baciarsi come se non ci fosse un domani. Incuranti del tempo, del contorno e degli sguardi. Un Romeo con la sua Giulietta, sul sedile posteriore di una Fiat, in un parcheggio trafficato di una mattina qualunque. È arrivata la primavera e, come dicono la puzzola Fiore e il coniglio Tippete di Bambi, è arrivata anche la gingillonite.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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