Corsia quattro

“E poi se ne è andato. Ha chiuso la porta di casa ed è andato via. Mi ha lasciata, capisci? Mio marito mi ha voltato le spalle nella nostra cucina, ha preso la giacca che gli ho regalato per l’anniversario, le chiavi della macchina ed è andato via. Quelle di casa le ha lasciate all’ingresso, insieme al portachiavi che gli ha fatto Leo all’asilo per la festa del papà. Mi ha lasciata, capisci? Dopo dodici anni. Sai quanti sono dodici anni? Io si, perché quando lui è uscito mi sono seduta su una sedia della cucina e ho fatto il conto con la calcolatrice del telefonino. Dodici anni sono quattromila trecento ottantatré giorni, perché ci sono stati tre anni bisestili. Lui è andato via e io mi sono seduta a contare i giorni, capisci?”

Lei è alta, coi capelli lisci appoggiati sulle spalle, di quel nero quasi blu. Il contrasto con l’incarnato pallido e senza trucco è notevole. Ha cerchi scuri intorno agli occhi, verdi del vetro opaco, quasi la sofferenza calasse un velo sopra. Gli occhi di chi non dorme abbastanza e il naso rosso di chi ha pianto troppo. Anche adesso sta piangendo, in una corsia del supermercato. L’uomo che la sta ascoltando con attenzione e serietà è l’addetto al reparto ortofrutta, che indossa la divisa bianca con sopra un gilet blu, per proteggersi dal freddo. Osserva la donna, annuisce appena, intanto si sfila i grossi guanti. Senza smettere di prestarle attenzione allunga un braccio verso lo scaffale e afferra una grossa confezione di fazzoletti di carta. Ne prende un pacchetto e gliene porge uno. La donna sta singhiozzando, non riesce a parlare. Lui la guarda con tenerezza e comprensione.

“Anto, cambiamo corsia. Andiamo agli spumanti. Se ne è andato? Era ora! Prendiamo una bottiglia e brindiamo!”

Lei lo fissa stupita, le lacrime scendono ancora ma non singhiozza più. Si soffia il naso nel fazzoletto bianco, si asciuga gli occhi con le mani aperte.
Lui le mette una mano sul gomito, in un gesto dolce che sa di conforto e insieme di esortazione.
E se ne vanno, lasciando vuota la corsia, a parte me.

Che il supermercato sia molto più di un luogo dove fare la spesa, l’ho capito da un po’.
Quello che ho scoperto oggi è che a volte, per star meglio, basta solo cambiare corsia.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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