Saturday night

Sabato sera.
Una cucina piccola, colorata e in disordine. Su una mensola gialla il pothos cerca invano qualcuno che se ne prenda cura. L’aria è satura del fumo della griglia, l’olio in padella schizza impazzito e in forno si sta gonfiando la torta al cioccolato. La temperatura è quella riscontrata a Sharm El Sheik ad agosto e lei indossa una maglietta a maniche corte più vecchia del suo primogenito. La chioma rossa è imbrigliata in un mollettone da nonna e profuma come i capelli di un dipendente McDonald’s dopo otto ore di turno. Dal cellulare in carica sopra il microonde si susseguono le note di una vecchio album dei Led Zeppelin, a memoria di una vita precedente senza cene da preparare, figli da sfamare e tavole da apparecchiare.
In sala la aspettano sei affamati bambini, un po’ maschi e un po’ femmine, un po’ suoi e un po’ no. Lei cuoce le bistecche, frigge le patatine e spera che quella maledetta torta si decida a gonfiarsi. La musica è sempre lì a ricordarle un’altra vita, dove di sabato sera la scelta non era il menù ma le scarpe da abbinare al vestito, i capelli profumavano di argan e le responsabilità erano al massimo la cura di una pianta. Non che ne senta tutta questa nostalgia, però. Sono ricordi, flash di momenti, non necessariamente da rivolere indietro. Nel frattempo passa un ragazzino in cucina, ruba una patatina mentre spia nel forno col piglio severo da giudice di Masterchef. Si accomoda sullo sgabello che gira e assorto ascolta la musica, mentre aspetta che si raffreddi la patatina. Dice che è strana ma bella, apprezza l’assolo di chitarra. Lei gli racconta la storia di quella canzone così lunga, nata per caso e diventata un mito, mentre cerca di azzeccare, come un terno al lotto, la cottura della carne. Un po’ alla volta arrivano anche gli altri piccoli ospiti, incuranti del fumo e del fritto, ad ascoltare una storia musicale. Note allineate come un lungo filo, che per quei bellissimi otto minuti legano insieme passato e presente. Otto minuti sufficienti a bruciare una torta, in un piovigginoso sabato sera di gennaio.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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