Ribellione

“No, ho detto no. Non ci vengo. Tutti i miei amici possono stare a casa da soli, perché non io? Mi annoierei a morte, lo so già. Non puoi costringermi, anche io ho dei diritti.”

Capita che una domenica pomeriggio di dicembre si debba andare a lavorare, anche se partecipare a una gara di torte con degustazione potrebbe non sembrare esattamente un duro lavoro; capita che i tuoi figli debbano venire con te perché, oltre alla responsabilità penale nel lasciarli da soli, sei contenta di averli vicini in queste occasioni. Capita che un dodicenne preferirebbe studiare per la verifica di grammatica che passare la sua domenica con mamma, sorelle e una dozzina di altre famiglie. Capita che si debba ricorrere a doti di negoziazione che neanche all’alto commissariato delle Nazioni Unite, per evitare di cadere nel tranello insidioso del “comando io”. Volendo analizzare con piglio scientifico le obiezioni del preadolescente, potremmo dire che in un unico periodo è riuscito a far stare comodi tutti i capisaldi della protesta giovanile: “ho detto di no/tutti i miei amici lo fanno/non puoi costringermi”. Roba che, dovessi dar retta alla mia pancia risponderei: “e invece sì che vieni/dei tuoi amici non mi interessa un tubo/eccome se posso costringerti/pensa ai tuoi doveri prima che ai diritti, va.”
Ma non è andata così, ho zittito la pancia e dato spazio al cervello, trasformando la frase in un più diplomatico:
“capisco il tuo punto di vista, ma devi sapere che la mamma ci terrebbe molto che tu ci fossi”. Alla fine il giovane ha acconsentito a partecipare, portando con sè la miglior espressione da funerale di solito riservata alla sconfitta in campionato dei San Antonio Spurs. Non posso dire che si sia divertito ma perlomeno non ci ha funestato la giornata. Che sarà poco ma di questi tempi è già qualcosa. Dimenticavo. La frase sopra non è stata l’unica. A determinare in modo significativo il suo si credo sia stata l’aggiunta “e sabato pomeriggio andiamo solo tu e io a vedere Star Wars al cinema”.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...