Tre è il numero perfetto

Io ho tre bambini, poco equamente divisi in due femmine e un maschio, che oltre a essere i miei figli sono anche -e soprattutto -fra di loro fratelli. Ho già avuto modo di raccontare come per me, figlia unica, l’esperienza della fratellanza sia difficile da decifrare e comprendere quanto la Stele di Rosetta. Io, cresciuta sola in un mondo di adulti, unica destinataria di coccole, attenzioni e colpe -perché quando ci sei solo tu il disordine non può averlo fatto nessun altro, il barattolo della Nutella svuotato e rimesso nell’armadietto della cucina è una tua inesorabile responsabilità e non puoi sperare di far passare sotto silenzio un tre in latino perché tua madre ricorda perfettamente che aspettavi l’esito della verifica e sarà la prima domanda al momento del rientro a casa. In assenza di altri figli diventi il destinatario unico di amore e aspettative, e le seconde talvolta possono soffocare il primo. Ma a casa nostra il problema non si pone, perché le responsabilità sono equamente distribuite “io non riordino, ha giocato lui””con la barbie fashion style e il salone di bellezza??””si, perché? dici sempre che non ci sono giochi da femmina o da maschio”; i colpevoli sono sempre chiari “chi ha mangiato la torta per il compleanno della zia?””ah, non guardare me, torno ora da pallacanestro, è stata sicuramente la piccola, sai quant’è golosa””la piccola è a scuola e tu hai la bocca piena di briciole”; la situazione scolastica completamente fuori controllo “hai studiato inglese?””io non dovevo studiare inglese, mamma, era mia sorella mentre è mio fratello che domani ha l’interrogazione. Io devo solo colorare, poi vado a giocare” salvo scoprire la sera che c’erano anche otto pagine di scienze da studiare abilmente occultate alla madre confusa. Il fattore numero risulta quindi assai favorevole per confondere le tracce e mimetizzarsi quando serve, mentre mostra le sue debolezze e criticità quando si tratta di ricevere tempo, attenzione e coccole. Dividere per tre un amore non è mai facile, soprattutto quando si è piccoli e la mamma è il tuo orizzonte affettivo più prossimo e desiderato. A casa nostra le voci spesso si accavallano, viene sentito prima chi urla di più o chi la combina più grossa, si misurano con precisione scientifica i momenti dedicati a uno o all’altra, si rivendica il tempo mancato e lo sguardo distratto. Non ho esperienza di poligamia, ma me la immagino simile: una fatica epica.
In ultima analisi devo ammettere che loro sono tre perché io ero una, e nelle mie intenzioni c’è di regalare ai miei figli un pezzo di famiglia che li accompagni tutta la vita, qualcuno che con loro porti il peso non sempre leggero dei ricordi, che condivida le radici, che conosca l’origine del tuo brutto carattere e sappia vedere quello che di bello tieni nascosto.
Per ora l’obiettivo è quanto meno lontano, quindi attendo che il maschio scopra fra qualche anno le gioie di avere delle giovani sorelle con tante amiche per casa -e viceversa immagino, avere un fratello più grande è sempre stato il mio sogno- o almeno riconoscano l’indubbio vantaggio di poter fare a turno per il Natale quando la mamma sarà una vecchietta rompiscatole e un po’ matta.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...