Solidarietà

Stamane, mentre provavo a lavorare un po’ da casa rendendomi conto di avere seri problemi di concentrazione -oh, il cellulare, un messaggio; il campanello, chi sarà?; la lavatrice! è ora di stendere; quasi quasi mi faccio un caffè- mi sono improvvisamente ricordata che sta arrivando un fine settimana a alto tasso di divertimento (per i miei figli, cosa lo dico a fare) e io non ho ancora comprato i regali per i festeggiati. Detto fatto, probabilmente perché non aspettavo altro che un pretesto per smettere di lavorare, sono andata all’Iper per gli acquisti necessari. Una volta preso tutto mi sono avviata verso la cassa, cercandone senza successo una abbastanza scorrevole. Mi sono quindi ritrovata in fila per aspettare il mio turno, controllando l’ora per non rischiare nuovamente di lasciare qualcuno a scuola. Dietro di me una giovane donna, che spingeva in contemporanea un pesante carrello debordante di spesa e un bambino non più grande di due anni seduto nel passeggino. Molto carina, con quell’accenno di occhiaie che ti si tatua sul viso dal momento che hai un figlio, aspettava anche lei il suo turno. A un certo punto il bambino ha cominciato un capriccio epico che facesse capire a tutti i presenti che lui dal passeggino voleva scendere e preferiva farsi un giro magari al reparto giocattoli. La madre lo ha guardato per un momento e poi, novella Mary Poppins, ha estratto dalla grande borsa che teneva a tracolla un tablet. Lo ha acceso, agganciato al bracciolo davanti del passeggino e fatto partire un cartone animato. Il bambino si è zittito immediatamente, si è accomodato meglio e goduto i suoi cartoni. Il mio primo pensiero è stato “e si bella, facile così, avrei voluto vederti senza”. E subito mi sono vergognata, perché, pur non approvando completamente l’uso smodato della tecnologia con i bambini, devo ammettere che l’idea è stata geniale. A me non sarebbe mai venuto in mente di portarmi il tablet al supermercato, e dire che ho passato probabilmente gli anni migliori della vita in una qualche fila, dalle poste alla farmacia, dal pediatra al dentista, il più delle volte accompagnata dai miei bambini, stufi e schiamazzanti. Spesso -ma non abbastanza- si trovano delle file agevolate per le donne incinte, ma non ne ho mai trovata una che agevolasse mamme con bambini piccoli, che si scocciano e mostrano tutto il loro disappunto molto più quando sono fuori dalla pancia di quando sono dentro. Alla fine le ho chiesto se volesse passare prima di me, perché mi sentivo in colpa per averla giudicata. Forse sarebbe più facile fare la mamma con qualche giudizio in meno e un po’ di solidarietà in più.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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