Mine vaganti

Fuori era freddo e buio.

Un buio strano, diverso, carico di una luce blu avvolgente e serica.

Seduti accanto, la radio spenta, senza parlare.

La solennità, d’altronde, si vive in silenzio. Sulle strade altri come noi, chi a piedi, col passo pesante, altri in auto, lo sguardo carico di perché.

Le parole non dette, i pensieri come mine vaganti, la consapevolezza di ciò che sta per accadere.

Un sospiro profondo, lo zaino sulle spalle, la mascherina a coprire il naso, la portiera aperta e un saluto sussurrato.

A undici mesi esatti, sono tornati a scuola.

Dopo undici mesi di “presente!” declamato in pigiama dal salotto di casa, si siederanno al banco coi loro compagni.

Nel silenzio, lieve, appagata da un’emozione nuova, sono tornata nella mia casa, vuota.

E mi sono ubriacata con la musica a palla.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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3 risposte a Mine vaganti

  1. Gisella ha detto:

    … e io ci credo!

    Piace a 1 persona

  2. MariaCristinab ha detto:

    … e ti sarai pure commossa mi sa.

    "Mi piace"

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