Sarà l’aurora

Una luna piena splendente sulla baia, ma di aurora boreale nemmeno l’ombra.

Ho il sospetto che si faccia vedere non appena noi, sfiniti dalla giornata e tremanti di freddo, decidiamo di arrenderci.

La giornata inizia presto perché la strada è lunga, la prima tappa è una famosa cascata, Dettifoss, che raggiungiamo attraverso un sentiero suggestivo.

Lei è come ce la aspettavamo, potente e imponente, rumorosa e veloce, con due arcobaleni che sembrano unire le sue sponde.

Una freccia nascosta indica un’altra cascata, attraverso un sentiero che si snoda tra grossi massi e terra vulcanica.

E siccome sotto i tre chilometri per il mio fidanzato sono solo quatto passi, ci avventuriamo in un percorso sempre più suggestivo fino ad arrivare al punto in cui due fiumi di uniscono formando una moltitudine di cascate più piccole.

Sarà la fatica per arrivarci, sarà che siamo praticamente soli in uno spazio infinito, sarà la fame perché è ora di pranzo ma sembra di non aver mai visto niente di più bello.

Riprendiamo la macchina perché purtroppo o per fortuna le cose da vedere sono numerose, e noi finiamo sempre per deviare dal percorso incuriositi da una strada, un cartello o un panorama.

Mangiamo un panino su una collina con vista lago e beviamo il caffè in una centrale geotermica, e finalmente arriviamo nel Myvatn, regione famosa tra le altre cose per i moscerini killer che infestano le rive di un bellissimo lago.

E qui, finalmente, ci immergiamo nelle sorgenti termali della piscina all’aperto, tra l’azzurro dell’acqua e il nero della lava intorno.

Nero, come il braccialetto preferito che ho tenuto al polso, ossidandone la superficie.

La sera arriva in fretta, e il buio ci trova in piedi, tremanti, travolti da un vento gelido e col naso all’insù.

Quando all’improvviso, tra le nuvole più lontane, uno scintillio verde.

È lei, è l’aurora.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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