Relax, don’t do it (cit)

Accade con la frequenza della congiunzione di tre pianeti, il passaggio della cometa di Halley e l’eclissi solare totale.

È raro, non ha incidenza statistica, ma accade.

Succede di trovarsi un sabato sera, al ritorno dal lavoro, a casa da sola.

All’improvviso ti assale un pensiero, ti avvolge una visione.

La spaziosa vasca da bagno di casa potrebbe non servire solo per le nuotate della piccola con le sue Barbie, e nemmeno essere esclusiva per le infinite abluzioni della mezzana.

La spaziosa vasca potrebbe trasformarsi in un’oasi profumata e vaporosa di benessere.

Certo, quei sali da bagno sulla mensola fanno parte dell’arredamento da un po’, ma mica scadono, giusto?

Senza esitazione regoli l’acqua, versi i sali che scendono in un unico blocco, ma pazienza sarà più profumato e schiumoso, no?

Entri con cautela e aspettative, pregustando il tuo momento di rilassante benessere, e quando finalmente sei avvolta nel calore, il vapore e il profumo, senza che nessuno irrompa urlante, con richieste e bisogni, ti senti così.

Proprio come in un film dell’orrore, di quelli che guardavi da ragazzina dove la protagonista si trovava in casa da sola.

E mentre ti aspetti che facciano la loro comparsa Freddy Krueger, Belfagor e Pennywise a offrirti un palloncino rosso, un rumore di vetri rotti ti fa sobbalzare nella vasca. Le le peggiori fantasie prendono forma, agguanti l’accappatoio e ti dirigi in cucina, armata solo dell’asciugamano di Masha e l’orso, sbiadito ricordo dell’infanzia di piccoletta. La scena che ti si para davanti agli occhi è in effetti degna del migliore film dell’orrore, con una chiazza rossa che si allarga sul pavimento. Nessun corpo riverso, a esclusione di quello tracagnotto del gatto seduto a osservare placidamente i resti della passata di pomodoro, con lo sguardo innocente di chi si chiede come sia potuto succedere.

Sollevata e gocciolante decidi di ignorare il disastro e tornare al tuo hammam improvvisato, ma non fai in tempo a ritrovare il benessere perduto che un suono rompe il silenzio. È il cellulare. In cucina. Lo ignori. Smette. Riprende. Ancora e ancora. Sconfitta da tanta urgenza e insistenza esci -per sempre- dalla vasca e corri a rispondere.

“Mother, finalmente! Ti volevo chiedere: mi fai una ricarica? Ho quasi finito il credito. Ah, ciao”

Giusto così. Si sa, il bagno caldo abbassa la pressione e il vapore peggiora la couperose.

Meglio una doccia veloce.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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