Dodici

Gli occhi grandi e la testa dura.

Un sorriso finalmente diritto, che illumina il tuo viso e rallegra la mia pancia ogni volta che lo incrocio con lo sguardo. 

I capelli raccolti in una stretta e alta coda di cavallo, al massimo uno chignon, che vedo sciolti solo quando mi chiedi di toglierti i nodi, con la spazzola gialla che non fa male.

Le mani belle da pallavolista, le gambe lunghissime che ti farebbero saltare in alto, se solo volessi.

La grazia nei gesti e la dolcezza dei modi.

Le fossette sulla schiena, marchio di fabbrica tuo e dei tuoi fratelli.

L’inclinazione all’ascolto, della musica in cuffia e non di quello che ti chiede la mamma, tanto che da piccina sei stata visitata da un dottore bravo, ed è stato chiaro che ci senti benissimo ma ascolti solo quello che vuoi. 

La felicità che ti esplode in faccia quando senti che per cena c’è pizza, quando è ora di andare all’allenamento e quando non devi andare a scuola.

L’allergia ai libri, anche se hai letto quello della mamma, l’avere ereditato la mia faccia, alcune delle mie insicurezze, gli imbrogli per non studiare storia ma anche la cura per le parole. 

Quelle da dire e quelle da non dire. 

L’essere sempre maggiore e minore perché sei nata nel mezzo.

Sei tu mezzana del mio cuore, che domani festeggi un giorno speciale.

Il tuo compleanno è arrivato presto, quest’anno. 

Presto per me, non certo per te che non vedevi l’ora di avercelo, un anno in più, che significa una manciata di minuti di più in piedi la sera e un qualche assaggio di autonomia.

Io che vorrei tu andassi dove ti porta il cuore, tu che vai dove ti porta un wi fi.

A pascolare nel tuo disordine, un caos che avrebbe scandalizzato pure la me stessa adolescente.

A scoprire un mondo che vorrei migliore per te.

Tanti auguri mia incredibile dodicenne.

Ti auguro di guardarti ogni tanto coi miei occhi.

Per vedere la meraviglia che vedo io.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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