
Un’aquila nobile in un panorama maestoso, il silenzio delle montagne e il verde scuro delle foreste. Un ragazzino senza parole e con un dolore grande, un padre che non capisce e non sa ascoltare, nemmeno i silenzi. La magia del cinema e lo sguardo attento di un dodicenne, nel buio rassicurante di una sala di domenica pomeriggio.
Una cena fuori, noi due soli, stretti in un piccolo tavolo, nel tempio degli hamburger con patatine. Chiasso e risate intorno, pensieri e parole tra noi.
Che bella sorpresa accorgersi che il tuo primogenito osserva il mondo con spirito critico, rilegge la realtà con un’ironia che somiglia alla tua, mette in discussione com’è giusto che sia a quell’età.
Che bella sorpresa accorgersi di avere un canale aperto, una fiducia nuova, non più quella cieca del piccolo ma quella scelta del grande.
Che bella sorpresa accorgersi di divertirsi così tanto, fuori dai consueti schemi di doveri, obblighi, divieti, fai i compiti, lascia in pace tua sorella, sistema la tua stanza. Che bella sorpresa chiacchierare fino a tardi, rispondere a domande difficili che diventano facili per come sono poste.
Che bella sorpresa tornare in macchina cantando forte una canzone dei tempi della mamma che piace anche a lui.
Passare da tanti a due è un bisogno, un’opportunità e, in ultima analisi, un gran divertimento.