Charlot

È bella, bionda e con gli occhi celesti. Minuta ma energica, sottile e aggraziata, simpatica e creativa. L’animo dell’artista con la concreta attitudine della giovane donna, presa in un turbine di attività, lavori e occupazioni. Una di queste si svolge a casa mia, perché lei è Il mio faro nel buio e punto cardinale dell’organizzazione quotidiana. La parola baby sitter non mi è mai piaciuta, nemmeno quando ero io ad esserlo. Tata fa anziana, e lei è esattamente il contrario. Ci hanno pensato le bambine a ribattezzarla e da più di un anno lei è semplicemente la nostra Charlot.
Capace di gestire le molteplicità, ricordarsi il teorema di Pitagora e i complementi di agente e di causa efficiente, gestire le bizze della piccola e le trasgressioni della mezzana, contenere le ansie da studio del primogenito.
Qualche sera fa mentre studiava geometria col grande ha mandato la piccola a lavarsi. E nel bagno si è consumata la tragedia. La dolce bambina ha male inteso la richiesta, pensando di risolvere il problema dell’igiene personale entrando con i piedi in un grosso catino pieno d’acqua, detersivo e capi delicati che provavo invano a smacchiare. Qualcosa però è andato storto e invece che essere lei a entrare è stata l’acqua ad uscire, inondando il bagno. Accortasi del disastro, la bella lavanderina ha fatto la scelta più coraggiosa: nascondersi prima e negare poi, non appena è stata ritrovata. Ecco, se ci fossi stata io mi avrebbero probabilmente sentito urlare fino in Papuasia. Invece la dolce Charlot è riuscita a farla confessare senza scomporsi, nonostante il caos domestico, il pavimento da asciugare e i compiti da finire. Al mio rientro tutti dormivano tranquilli -e puliti- il gatto si è svegliato per un breve spuntino e la casa era asciutta e in ordine. E la nostra super Charlot sorridente e serena, coi capelli ancora in piega.
Quasi quasi mi faccio accudire da lei anche io.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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