Alte temperature

Quello che dicono
“Mammina, tranquilla. Che faccia che hai. Senza offesa, eh. Però sei pallida e hai le occhiaie. Fai sentire? Urca se scotti. Non devi fare niente e riposarti, che provvediamo noi a tutto. Pensa solo a guarire”

Quello che succede
Sparecchiamento del tavolo della cucina e trasferimento di pranzo e stoviglie in sala. Televisione accesa mentre si mangia, che nella lista delle proibizioni viene subito prima della celebrazione di una messa nera; accensione simultanea di cellulare, IPad, IPod nano, radiosveglia e probabilmente microonde, tanto per non lasciare nulla di inattivo. Apertura del barattolo nascosto -evidentemente non così bene- di caramelle e dolciumi, avanzi di hallowen probabilmente scaduti. Abbuffata dei suddetti dolci, con conseguenze per ora ignote.
Incessante pellegrinaggio ai piedi del mio letto, per portare alla mia attenzione istanze improrogabili e questioni di primaria importanza.
“Mamma, c’è il sole. Posso mettere i pantaloncini corti di jeans con l’infradito?”
“Mamma, pensavo che da grande non farò più la parrucchiera: sono indecisa tra veterinaria e cantante. Dobbiamo decidere adesso”
“Dov’è la mia divisa di basket? E le scarpe? E il borsone? Sono sicuro che fossero lì fino a qualche giorno fa. Dove le hai messe mamma?”

Quello che faccio
Mi alzo dal letto, infagottata nella felpa più calda, con le guance rosse e le mani gelate, i capelli ingarbugliati e la tachipirina che scorre nelle vene. Arrivo fino al divano, dove mi accascio per riprendermi dalla fatica.

Epilogo
Forse colpiti dalla visione della mamma influenzata, forse preoccupati di non trovare la divisa e le infradito, forse sorpresi dall’avere una coscienza, i tre sciagurati hanno provveduto a sparecchiare, lavare, spazzare e offrire alla mamma un elegante vassoio con tè e biscotti. E un avanzo di pizza.
Quasi quasi mi ammalo anche domani.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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