Omissioni

Aprire la porta di casa su una mattina fredda e buia, e accorgersi con orrore che sullo zerbino giacciono i visceri di un animale non meglio identificato, confusa via di mezzo tra la pantegana e il corvo.
Pensare che forse il felino è dedito all’imbalsamazione, o ha deciso di costruirsi un riparo di fortuna nella pelle dello sventurato animale, come l’altrettanto sventurato DiCaprio con il suo cavallo in Revenant.
Scoprire con sgomento che la tua memoria non è semplicemente selettiva, ma a singhiozzo, e di avere dimenticato, omesso, scambiato una serie di eventi tra cui
– preparare panini, acqua e merende varie per la gita del figlio maggiore, che si svolgerà questo stesso giorno ma di un altro mese. Essere grati per l’esistenza del gruppo whatsapp della seconda c, che ha evitato per un pelo l’abbandono del minore in stazione, solo con tre panini al formaggio;
– inviare una importante mail di lavoro a tante persone, fissare una data per incontrarsi, ricevere le adesioni e accorgersi di avere indicato il giorno sbagliato;
– ricevere la telefonata di richiamo della catechista di tua figlia, sorpresa che tu non abbia ancora consegnato le adesioni per la cena comunitaria, perché sicuramente hai letto gli avvisi messi nel quaderno, vero??
– rendersi conto di non trovare più, dopo lunghe e approfondite ricerche, la tua collana preferita, le carte da mago del figlio prestigiatore e l’album degli amici cucciolotti, che conta la bellezza di seicentocinquanta figurine ed era pieno quasi a metà. Domandarsi se in casa viva un folletto dispettoso o se la tua memoria sia solo un grande buco nero;
– stendere con cura lo smalto sulle unghie, in un raro momento in cui non c’è nessuno in casa, e realizzare a vernice fresca che devi essere a scuola in meno di cinque minuti per riprendere le bambine.

Ecco, spesso ho la sensazione di stare facendo più puzzle insieme, e che qualcuno mi abbia mischiato i pezzi. Io che, fra l’altro, ho difficoltà persino a far combaciare il puzzle da quattro dei barbapapà, adatto per bambini dai dodici mesi ai tre anni.
Ma posso star tranquilla, perché non sono sola e c’è qualcuno che pensa al mio benessere.

“Mamma, ti vedo distratta. Hai bisogno di una vacanza: portaci al mare!”

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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