Bentornato lunedì

La mattina del sabato ha presenziato alla festa di una scuola elementare in un palazzetto e di una media in una palestra, di due comuni dove non vive, per raccontare di affido familiare; ha assistito a canti, concerti, recite e premiazioni, ha ammirato cento bambini con il cappello rosso di babbo natale in fila ordinata, ha osservato sgomenta l’assembramento di genitori accalcato davanti alle porte in attesa di entrare a prendere posto, come atleti ai blocchi di partenza, si è riconosciuta in quelle madri arrivate in anticipo per stare sedute davanti e un po’ si è vergognata.

Il pomeriggio, armata come Darth Vader e con la stessa sorridente espressione sulla faccia, ha affrontato il traffico della città nell’ultimo fine settimana prenatalizio per l’imperdibile visione di Star Wars VII, come promesso al figlio maggiore prima di trascinarlo alla gara di torte la scorsa settimana, strappandolo ai suoi affetti più cari: amici, palla e canestro. Alla fine e contro ogni previsione si è anche appassionata alla saga stellare, compatibilmente col fatto di non avere mai visto i sei episodi precedenti e capendone quindi meno della metà. Ma è stata talmente la felicità e l’orgoglio di essere insieme al suo giovane accompagnatore che ha tollerato volentieri, ben consapevole di quanto sia un tempo prezioso e col conto alla rovescia innescato, perché fra non molto non sarà più lei la prescelta per sedergli accanto in un cinema buio di sabato pomeriggio.

La sera, accompagnata da una stanchezza cosmica e dalla figlia mezzana, per l’occasione elegantissima, si è trascinata alla cena povera delle quinte elementari nella sontuosa cornice del salone dell’oratorio femminile. Immancabile il dopo cena con tombolata, che in questo periodo sembra essere un must oltre che un gioco parecchio misterioso, si direbbe, vedendo la moltitudine di persone che non hanno ancora capito bene cosa sia un ambo. Le due sono rincasate quasi all’ora di Cenerentola, senza principe ma con un terno e una cinquina che hanno fruttato un libro e l’oggetto misterioso della foto. Chiunque indovini cosa sia lo riceverà a casa in regalo.

La domenica, giorno universalmente dedicato al riposo-fatta eccezione per quella precedente al Natale- ha fatto il tifo nel palazzetto del suo paese per le figlie minori in divisa bianca e blu, impegnate nel torneo di minivolley insieme ad altri trecento bambini, un numero incalcolabile di parenti e un tasso di umidità inversamente proporzionale alla mancanza di ossigeno, dalle quattordici alle diciotto e trenta.

Ha accolto il lunedì mattina con le occhiaie e la assoluta certezza di aver dimenticato qualcosa di importantissimo, che si è rivelato essere la maglietta bianca senza disegno alcuno come previsto dal dress code del saggio di musica. Già, perchè oggi pomeriggio tocca alle quinte e alle seconde celebrare a reti unificate la magia del Natale. E noi, in ritardo su tutto, almeno in qualcosa abbiamo primeggiato: mancano ancora tre giorni ma i cioccolatini del calendario dell’avvento li abbiamo già finiti.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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