Avvento

“È il primo dicembre! È il primo dicembre!! È il primo dicembreeeeee!!!”
Una voce squillante e argentina mi ha così destato dal sonno ieri all’alba, accompagnata da una bimba in pigiama che saltellava sul mio letto neanche fosse già la mattina del venticinque.
“Mamma! È iniziato il mese di Natale e noi non abbiamo ancora fatto l’albero! E le decorazioni, le luci, il babbo natale che si arrampica dalla finestra, la stella, le palline, il presepe, il pupazzo di neve di peluche che canta jingle bells quando gli passi davanti! Guarda che persino il supermercato è più avanti di noi, vende già i pandori e i panettoni e per strada davanti alla scuola ci sono già le luminarie! Dobbiamo sbrigarci!”
Già, dobbiamo sbrigarci. Che nello specifico significa ricordarsi dove diavolo io abbia messo lo scatolone della Pampers con tutti i decori e chincaglieria varia acquistata negli anni da Moreno dove tutto costa meno e in quale garage abbia abbandonato la confezione dell’albero lo scorso sei gennaio, quando non vedevo l’ora di liberarmi di tutti quei gingilli e rimandare finalmente i bambini a scuola. L’albero è finto, si. Non ho un pollice particolarmente verde, ho un rapporto difficile con il mondo di fiori e piante, non voglio in casa nulla -figli a parte- la cui sopravvivenza dipenda dalle mie cure. La vita mi ha portato, per motivi vari, ad avere lo spirito natalizio del signor Scrooge di Dickens, che ho provato a smussare dopo la nascita dei bambini. Il mio primogenito è arrivato in inverno, e festeggiare il Natale con un neonato simile al bambin Gesù aiuta anche il più cinico dei cuori a riappacificarsi con le festività. Va detto che quell’anno mi sono dimenticata di mettere al piccolo la tutina rossa “il mio primo Natale”, immancabile ricordo in ogni album di famiglia, e per rimediare gliela ho fatta indossare a febbraio immortalandolo come fosse la sera della vigilia. A lui non ho ancora detto che la foto è un falso, ma pazienza.
Ora è più importante che io mi sincronizzi con le frequenze natalizie dei miei figli, andando a cercare tra saggi di canto, flauto, feste a scuola per auguri, presepi viventi, caccia alla casa di Barbie Malibu e alle idee che quest’anno latitano per i regali di parenti e amici, un briciolo di spirito natalizio. Ecco, magari lo chiedo a Babbo Natale.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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