A colloquio

Come per ogni genitore con figli in età scolare, si è aperta ufficialmente la stagione dei colloqui con gli insegnanti. Il padre o più frequentemente la madre dello studente o della studentessa ha diverse possibilità per farsi un’idea più precisa dell’andamento scolastico del proprio figlio, che tornato da scuola risponde “bene” a qualunque domanda da “come è andata oggi” a “cosa c’era di buono in mensa”. L’impresa oggi è più impegnativa rispetto al passato, grazie o per colpa della solita tecnologia che ha spazzato via come una raffica di vento libretto e verifiche dove mettere la propria firma in favore della consultazione on line del registro elettronico, dopo essersi iscritti e avere effettuato l’accesso con l’ennesima password. E considerato che non siamo tutti Steve Jobs non è sempre facile avere un’idea del percorso didattico del proprio figlio, che racconterà in famiglia solo quello che più gli fa comodo “ah no, la verifica è andata male a tutta la classe”, salvo poi scoprire con la professoressa che il giovane bugiardo ha scritto nel test di italiano che i Promessi Sposi si chiamavano Romeo e Giulietta e che nella prova di geografia ha inserito la Namibia fra gli stati europei. L’ignaro genitore, seduto su una sedia di plastica dall’altra parte della cattedra si sentirà esattamente come quando era lui a frequentare le scuole dell’obbligo, sgretolando così anni di paziente costruzione di autostima e sicurezza in se stesso. Va detto che probabilmente ha dovuto prendere una settimana di ferie per fare il giro completo di tutti gli insegnanti -senza saltarne nessuno, per carità poi non pensino che non si prende sul serio la materia- oppure, se ha già esaurito tutti i permessi e rischia il licenziamento può comodamente optare per i colloqui generali, con un’affluenza di persone che neanche a Roma per il Giubileo. Con attese di poco inferiori a quelle riscontrate per visitare il padiglione del Giappone dunque, il genitore ormai allo stremo potrà scoprire a fine giornata -da un insegnante altrettanto stremato- che il figlio considerato da familiari e amici un angelo in realtà necessita di un esorcismo da parte del professore di religione; che tutto quel materiale che ha fiduciosamente acquistato per la figlia non è mai stato richiesto e soprattutto si sentirà ripetere l’imperitura frase che prima di lui hanno sentito i genitori e probabilmente i nonni e davanti alla quale nessun adulto sa mai cosa rispondere “suo figlio/a ha le capacità, ma dovrebbe impegnarsi di più”

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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