Wedding

Lei era bellissima, di viola vestita e con un sorriso abbagliante, nonostante le due tachipirine mille prese poco prima ché, si sa, le emozioni forti giocano brutti scherzi. Aveva un coloratissimo bouquet di gerbere, da sempre i suoi fiori preferiti. Lui era elegante e affascinante nel suo abito blu scuro e la camicia in tinta col vestito di lei, rigorosamente senza cravatta, come richiesto dalla sposa. Sorrideva a tutti come un bambino che sotto l’albero ha trovato il regalo tanto desiderato. Testimoni per entrambi le figlie di una e dell’altro, incantevoli in piedi a fianco a loro nella sala matrimonio del comune. Testimoni nel senso più vero e reale del termine, perché cresciute insieme a quell’amore che eravamo tutti lì a celebrare. Lui osservava lei con uno sguardo che parlava di felicità, orgoglio e amore. E soddisfazione anche, per essere arrivati dopo diciassette anni a potersi chiamare marito e moglie. E per essere guardate così forse vale la pena aspettare tanto tempo. Quella che è cominciata dopo più che una festa è stata una sagra, come nello stile degli sposi. Si è mangiato, bevuto (soprattutto), ascoltato e ballato la musica dal vivo di un gruppo che per loro è di famiglia, visto che uno dei componenti è il fidanzato della mia bella nipote, figlia della sposa. Loro, gli sposi, hanno ballato una bellissima versione di Tunnel of love come se al mondo fossero soli, occhi negli occhi, sorrisi a specchio. Le figlie gli hanno fatto dono di un grande quadro, collage di questa storia d’amore. Perché deve essere amore se si decide di dire sì quasi alla vigilia della maggiore età di una relazione. Perché è per forza amore se lui la guarda emozionato e lei ride di cuore -ancora- alle sue battute.
Perché se è vero che tutti si meritano la felicità, forse loro se la meritano un po’ di più.
Viva gli sposi!!

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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