Presagi

Nessuno te lo dice quando per la prima volta lo stringi tra le braccia, stremata piangente e stupefatta di avere messo al mondo tanta minuscola perfezione;

nessuno te lo dice quando ti incanta e ti incatena con il suo primo sdentato sorriso;

nessuno te lo dice quando dopo mesi di “lalalalalala” rimbomba nelle orecchie e nel cuore il primo “mamma” della sua -e tua- vita (poi ne seguiranno decine, centinaia, migliaia, milioni fino a non poterne più ma questa è un’altra storia);
nessuno te lo dice quando fiero e traballante mette un piede dopo l’altro e con un urlo di trionfo ondeggia verso di te;
nessuno te lo dice quando lo accompagni emozionata e commossa al suo primo giorno di asilo, la sua manina dentro la tua, lo zainetto con il bavaglino sulle spalle e lo smarrimento negli occhi;
nessuno te lo dice quando, con il grembiulino nero e una cartella gigante, in fila per due col resto di uno, entra per la prima volta alla scuola elementare pronto a leggere, scrivere e contare;
nessuno te lo dice quando guardi per ore dietro il vetro appannato di una piscina i suoi tuffi in vasca grande, pronta a cogliere il suo sguardo che cerca il tuo;
nessuno te lo dice quando un mattino freddo, in piedi sul marciapiede, lo vedi fare ciao con la mano dall’alto del pullman mentre parte con i suoi amici per la prima importante gita;
nessuno te lo dice in tutte le mille occasioni in cui ammiri il tuo bambino camminare verso la tanta agognata autonomia.
Poi accade che una sera d’estate come tante passeggi per il paese con il tuo ragazzino, ti sorprendi a osservare i suoi piedi grandi e l’andatura lenta, noti che la sua testa è più vicina alla tua, i suoi silenzi più frequenti, in una estenuante alternanza tra il bisogno di coccole e quello di solitudine, vicinanza e distanza, autonomia e dipendenza.
La (pre)adolescenza si è insinuata subdolamente nelle nostre vite, silenziosa e inesorabile; nessuno ce lo aveva detto o forse noi non ci avevamo creduto, e ora abbiamo questo ospite ingombrante che a quanto pare vivrà con noi ancora per qualche anno.
Non sono sicura di essere pronta.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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