Il mattino ha l’oro in bocca

“E’ tardi, e’ tardi!!”

Mi manca solo l’orologio a cipolla nella mano e la trasformazione nel Bianconiglio di Alice e’ pressoché completa.

La scuola e’ cominciata da nemmeno una settimana e io ho già rivestito i panni del simpatico animale del paese delle meraviglie, nello specifico ogni mattina, da lunedì a venerdì, al momento di svegliare la famiglia e riuscire nella missione impossibile di essere fuori di casa in orario, preferibilmente lavati e vestiti e con tutto il necessario per la giornata.
Tra le sei e zero zero e le sette e trenta si concentrano i novanta minuti più impegnativi e stressanti della mia vita, tutto il mio male di vivere rinchiuso in un quotidiano derby familiare. 
L’organizzazione e’ la medesima, giorno dopo giorno, mattina dopo mattina; dal più grande al più piccolo e’ una catena di coccole, sussurri, dolci parole per spronare i tre ronfoni ad alzarsi. Arrivata all’ultimo figlio puntualmente il primo si è girato dall’altra parte fingendosi svenuto e la seconda si è rintanata sotto al piumone, nell’angolo più lontano del suo letto a castello. E nessuno è ancora in piedi. Il gatto miagola fuori dalla porta perché vuole entrare, così anche la piccola approfitta della mia assenza per riaddormentarsi. Sfamato il gatto torno nelle camerette, questa volta con un tono di voce leggermente più alto e accendendo tutte le luci di casa. Nel frattempo il gatto ha finito di mangiare e vuole uscire, perché i felini sono animali intelligenti e il mio sa benissimo cosa sta per accadere. Faccio uscire il gatto e la casa ripiomba nel silenzio, non c’è traccia di gente in pigiama e così, in barba ai buoni propositi, alle teorie educative e alla pedagogia intera, comincio a urlare di alzarsi minacciando punizioni e catastrofi.
 La mezz’ora seguente e’ un insieme indistinto di latte e biscotti, spazzolini da denti, calze che mancano e quaderni che non si trovano. Nel mentre io che mi aggiro per casa cercando di fare ordine, pettinarmi e mettermi il mascara.
 Alle sette e trenta siamo tutti fuori di casa, pronti per partire con gli zaini in spalla, la cartellina di tecnologia, il sacchetto con le scarpe da ginnastica e un principio di esaurimento nervoso.
 E mentre ci avviamo a piedi verso lo scuolabus incrociamo il gatto, che torna a casa a godersi il meritato riposo.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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