E via, si parte.
Il viaggio al contrario per ritornare e’ una buona occasione per un veloce bilancio delle vacanze. Ecco il mio.
Ho preso il sole, le cartoline e i pidocchi.
Ho perso tempo ed è stata una benedizione, le chiavi di casa e spesso la pazienza.
Ho attraversato cinque regioni, percorso più chilometri di quanti avrei mai immaginato dalla montagna al mare e viceversa, corso la mattina sulla spiaggia con la tamarrissima zumba fitness negli auricolari. Ho rivisto delle persone, conosciute di nuove, perse di vecchie. Ho pensato, letto e scritto. Ho amato e odiato i miei figli a fasi alterne ma costanti, ho maledetto i compiti delle vacanze ininterrottamente. Ma è il momento di tornare a casa dove ci aspettano il gatto, le bollette ammucchiate sul tavolo, i compiti da finire e i quaderni a righe di quarta da comprare. Ci aspetta quel periodo di assestamento tipico dei rientri, con la treccina fatta in spiaggia da tagliare perché se al mare fa esotico a casa fa pagliaccio, le briglie della quotidianità domestica da riprendere, i tempi da ristabilire. Con l’entusiasmo e i buoni propositi di ogni inizio che, per quanto mi riguarda, durano mediamente come l’abbronzatura sulla pelle.