Perfidia balneare

Da anni ormai è usanza, nella mia famiglia, l’alternanza pomeridiana in spiaggia. Nelle ore più calde, quelle del riposo e del silenzio, secondo una rigida e inviolabile turnazione un genitore saluta sorridendo il resto della famiglia e se ne va felice e leggero verso la spiaggia con la sola compagnia di un bel libro e della crema solare.

A quell’ora la spiaggia è quasi deserta, se si escludono le famiglie tedesche -bianchi come il latte ma perennemente sotto il sole, dalla culla all’età adulta- qualche adolescente addormentato che si risveglierà con un’ustione di terzo grado e un gruppo di arzille anziane signore. Stanno sedute in tre o quattro su una sdraio, con i loro costumi interi fiorati e tante chiacchiere da scambiarsi.
Oggi il gruppo contava una nuova entrata, molto spiritosa a giudicare dalle grasse risate che le altre si stavano facendo. 
”E poi avreste dovuto vedere la faccia di mia nuora stamattina quando sono arrivata! Era pietrificata! Le è andata via pure l’abbronzatura! Pensa che non ho detto niente neanche a mio figlio, ieri ho detto a Gilberto di portarmi al mare a trovare i nipoti e zac! Sorpresa! E aspetto stasera per dirle che mi fermo fino a sabato!”

E riecheggia per la spiaggia una risata diabolica, mentre le altre la guardano ammirate.

La perfidia non ha età.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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