
É cominciato tutto con il ding di whatsapp.
“Gentile cliente linee aeree Albatros, il suo volo é in ritardo di oltre un’ora. Lei però, invece di godersi gli ultimi scampoli di Islanda si presenti a fare il check in alla solita ora, poi faccia comodamente la muffa in aeroporto. Cordialità”
Di lì in poi un susseguirsi di gioie.
Il ritardo é diventato di due ore, poi tre, poi quasi quattro.
“Gentile cliente, dispiace più a noi che a lei. Per questo le offriamo un buono per mangiare qualcosa nei ristoranti dell’aeroporto. Seicentoquattro corone islandesi”
Che nella nostra valuta fanno circa quattro monete. Da un euro. Che in Islanda neanche il menù ti mostrano, per quella cifra.
Ma arriviamo al tanto agognato imbarco e decollo. É fatta, si torna, in ritardo, a notte fonda, pazienza.
Come vicini di posti troviamo i parenti più prossimi degli Addams. Due uomini sui trenta, gemelli, cappello Panama e unghia del mignolo lunga. Tono di voce, audio di Vasco a San Siro. Con loro la madre dei gemelli, uscita da una puntata de “il mio grosso grasso matrimonio Gipsy”, la moglie di uno dei gemelli, i due piccoli bambini di uno dei gemelli. Che hanno pianto da Reykjavik a Londra, come minimo.
Il padre dei bambini ha sfiorato la rissa con la hostess, lo steward e gli altri duecentoquarantacinque occupanti del volo.
Ma é fatta, si comincia la discesa su Milano. Anche le cose brutte hanno fine.
“Signori e signore, e il comandante che vi parla. Ci resta poco carburante e su Malpensa infuria la bufera. Vi faremo sapere”
E dopo pochi minuti, ché evidentemente il carburante era meno del previsto- l’ultimo annuncio “Carissimi e carissime, speriamo vi piacciano i gianduiotti. Si atterra a Torino. Ma niente panico, troverete pronti dei bus per riportarvi a Malpensa. Spero tornerete ancora con linee aeree Albatros”
Si fanno così le cinque del mattino, i nostri eroi sbarcano e si dirigono a passo lesto verso il primo piano, indicato come ritrovo.
Dove, per l’appunto, si ritrovano soli e senza pullman, che si scoprirà poi sarebbe arrivato solo ore più tardi.
È così, come gli avvoltoi che volano intorno al cadavere, ecco giungere allegri tassisti, pronti a riportarci tutti a casa.
Dove siamo arrivati giusto in tempo per cominciare a lavorare, freschi come rose.
Mi sa che era meglio restare in Islanda…
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