
Ha abbracciato, uno per uno, i cinquantanove bambini e bambine.
S’é data il cinque coi suoi colleghi animatori, un gran sorriso al don e saluti ai genitori.
Ha scaricato dal bus un borsone dal peso specifico dell’uranio, con l’odore muschiato tipico di chi si é portato a casa come souvenir due o tre marmotte morte.
Ha innalzato al cielo una coppa, vinta per qualche ignoto merito che non mi sento pronta ad indagare.
Quando finalmente il suo sguardo ha incrociato il mio, carico di lacrime di commozione, é corsa tra le mie braccia.
Per prendere la borsa che mi aveva chiesto di preparale, contenete una piadina tacchino e zucchine grigliate, due pesche, le chiavi di casa e cinque euro.
Oltre al biglietto del concerto che la attende stasera, con l’amico che é venuto a prenderla.
Bentornata, mezzana.
Belli questi cinque minuti insieme.