In posta.
Io, con il biglietto P035 osservo con sgomento il display luminoso, che beffardo mostra il tempo infinito di attesa in questo luogo ameno.
Appoggiata al muro come priva di un baricentro, osservo con invidia le persone sedute. All’improvviso un signore spazientito si alza e annuncia che non trascorrerà un altro attimo della sua esistenza in questo posto. Ne approfitto accomodandomi velocemente sulla sedia rimasta libera, proprio accanto a due signore sedute composte con la borsetta appoggiata sulle gambe. La più anziana delle due estrae dalla tasca un nuovissimo ed esageratamente grande smartphone dal nome orientale, e racconta all’amica di averlo ricevuto in dono dal nipote prediletto, che ha preferito una marca più nota. La signora sembra padroneggiare perfettamente lo strumento, pur non avendo le sembianze di una nativa digitale. Tra un click e l’altro illustra all’amica meno tecnologica le gioie del mondo virtuale, inimmaginabile alleato per scoprire come togliere le macchie di vernice, cuocere un roast beef perfetto e perseguitare figli e nipoti chattando su whatsapp. Nel mentre alza lo sguardo e i suoi occhi incrociano i miei. Si rimette gli occhiali che tiene al collo con una cordicella rosa e mi fissa attentamente.
“Signorina, ma lei è quella che scrive sul blog?”
“Ehm..si, sono io” rispondo con apparente imbarazzo anche se, a ben guardare, sono così orgogliosa che mi manca solo di aprire la coda come un pavone.
“Pinuccia, hai visto, la signorina scrive delle cose bellissime! La leggo tutti i giorni! E non sai come mi è utile quando tengo i nipoti!”
“Signora, grazie, mi fa davvero un gran piacere. E’ bello essere apprezzati”
“Mia cara, ci mancherebbe. Lei è un vero talento, l’ho detto pure a mia figlia. Brava, continui così, che mi dà un sacco di idee”
“Grazie ancora, nemmeno mia madre fa tutti questi complimenti”
“E sbaglia! Glielo dica pure, perché la sua ricetta di ieri del tacchino con ripieno di fave era una bomba!”
Ecco, appunto. La signora ha sbagliato blog, e qui il pavone ha lasciato posto al tacchino.