La stagione del basilico

Di corsa tra una corsia e l’altra, alla ricerca del vasetto che mi salverà la cena.
Ieri mattina la piccola ha convocato i fratelli annunciando come un messo reale che per cena, a casa nostra, si sarebbe celebrata la giornata mondiale della pasta al pesto. Che poi, a me sembrava la celebrassimo già abbastanza spesso,  ma essendo cena rapida e poco impegnativa ho aderito con gioia all’evento. Peccato che, manco a dirlo, di pesto in casa non ce ne fosse nemmeno l’ombra. Ho fatto quindi il solito salto al supermercato vicino, pensando di cavarmela in fretta.
Sono stata così brava da non farmi affascinare dai tre per due di deodoranti per ambiente o tentare dal maxi sconto sull’ammorbidente. Ho oltrepassato le insidie della corsia offerte speciali, giungendo alla cassa veloce e leggera con un solo prodotto in mano, tra l’altro quello giusto. Mai successo prima. Davanti a me, in coda nell’unica cassa aperta, una anziana signora. Capelli bianchissimi e vaporosi, coi ricci freschi di permanente. Viso dai segni profondi intorno alla bocca e agli occhi, di un azzurro ancora brillante. Avvolta da capo a piedi in un lungo cappotto nero che ha probabilmente avuto giorni migliori, stava appoggiando la spesa sul nastro con ordine maniacale, i prodotti dal più grande al più piccolo e senza lasciare spazi vuoti intorno. Io ammiravo in silenzio, incuriosita dalle numerose lattine di birra, coca cola e aranciata, i pacchi di patatine e le noccioline. Poteva sembrare la spesa per la festa di compleanno di un bambino, birre escluse naturalmente.
Rendendomi conto di avere ancora pochissimo tempo, mi sono rivolta alla signora per chiederle di poter passare prima io, in virtù del mio unico acquisto.
La signora ha sollevato il viso, mi ha osservata per un lungo attimo col sopracciglio alzato,come se le avessi appena chiesto di regalarmi il suo bel cappottino.

“No”

Una sillaba sola, sputata fuori come una cicca che non ha più sapore.
Io sono rimasta incredula, col vasetto di pesto in mano, aspettando che la cara signora sistemasse tutta la sua spesa, cercasse a lungo la carta fedeltà nella grossa borsa e si facesse contare gli spiccioli dalla cassiera, dopo aver rovesciato il portamonete.
Se avessi atteso la stagione del basilico, raccolto i pinoli e preparato il pesto con le mie mani avrei sicuramente fatto prima.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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7 risposte a La stagione del basilico

  1. girardihr ha detto:

    Scusa, perdonami Barbara ma sto pensando alla tua espressione a quel “no”. E sto ridendo da 5 minuti.

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    • BarbaraB. ha detto:

      Alla fine ho riso pure io

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      • vespamoto39 ha detto:

        non ce la posso fare… io lo scrivo… dai ammetti che prima le hai fatto lo sgambetto e poi ti sei messa a ridere… ha ha, io l’avrei fatto… divertentissimo. E’ la dimostrazione che gli anziani sono stati giovani e non si rendono conto di essere diventati anziani (vista la spesa che stava facendo). Poi mi spieghi come fare a saltare le superofferte, io devo andare con i soldi contati, no bancomat, no carta, no borsa, nulla: solo gli spiccioli… a presto, ciao

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      • BarbaraB. ha detto:

        Due cose: se tu avessi visto lo sguardo della signora ti sarebbe passata la voglia di farle lo sgambetto. Come si fa a evitare le offerte? non ne ho idea, era la mia prima volta e temo sia stato un caso. Ma se trovo un modo giuro che ci scrivo un manuale.

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  2. Luca ha detto:

    Sono grato a Andrea Girardi per la segnalazione di questo articolo su #adotta1blogger: godevole, nel’aver ricreato un’atmosfera realistica in poche righe, lasciando a chi legge ogni considerazione personale in merito al “no” perentorio. Che davvero apre l’immaginazione: sui perché, sulla tua reazione; perfino su che vita potrebbe avere la sconosciuta signora dal cappotto consunto. E su come anche la vita quotidiana possa essere un’occasione per sottolineare vicende “inaspettate”.

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  3. Pingback: bla bla blogger 29 febbraio 2016 - Social-Evolution di Paola Chiesa

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